Le sirene tra scienza e mito: una mostra racconta le origini dei mostri marini

lunedì 2 luglio 16:49 - di Redazione

Fino al 30 settembre a Roma al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Sala Venere (sala 25) è possibile ammirare la mostra: “La sirena, soltanto un mito? Nuovi spunti per una storia della medicina fra mito, religione e scienza”. 

Focus della mostra è un raro e singolare tipo di ex-voto, frutto di scavi ottocenteschi condotti a Veio ed esposto dal 2012 nella sala 39 del Museo di Villa Giulia. Generalmente interpretato come una rappresentazione schematica della parte inferiore del corpo umano, in coerenza con quella semplificazione dei processi produttivi a cui si assiste nel corso dei secoli III-II a.C., questo particolarissimo votivo anatomico sembra invece evocare suggestivamente un corpo affetto da una rarissima malformazione congenita, la sirenomelia.

Questa gravissima patologia determina lo sviluppo di un singolo arto, simile a una coda di pesce, mentre il feto è nel grembo della madre e dunque è immediatamente evidente alla nascita.

Intorno a questa singolare storia di religione e di scienza ruotano racconti e immagini che fanno comprendere come nel mondo antico fossero ritenute “straordinarie” patologie rare, quali il nanismo e l’epilessia, solo per citarne alcune.

Accanto alle “storie” di malattie “prodigiose” che ci giungono dal mondo antico, la mostra getta uno sguardo sull’attualità e sull’evoluzione degli strumenti chirurgici.

Dal Museo di Anatomia patologica della Sapienza Università di Roma viene eccezionalmente prestato il reperto anatomico di una neonata affetta da sirenomelia, patologia di cui la Fondazione San Camillo Forlanini ha delineato le problematiche cliniche e gli strumenti diagnostici.

Dal Museo di Storia della Medicina della Sapienza Università di Roma giungono in mostra interessanti manufatti che illustrano l’evoluzione dello strumentario chirurgico fin dall’età romana, chiaramente connessa con il progredire delle teorie e delle conoscenze anatomiche e mediche.

Tre video dell’archivio storico video Adalberto Pazzini del medesimo museo, installati nella saletta adiacente alla Sala Venere che ospita la mostra, consentono al visitatore di approfondire aspetti della ritualità e delle pratiche magiche popolari (Magia dell’assurdo), di conoscere i dettami della Scuola Medica Salernitana (Chirurgia medievale) e di ripercorrere le raffigurazioni artistiche di patologie e interventi terapeutici (Arte e medicina).

Leit-motiv della mostra, la sirenomelia dimostra, purtroppo, come la sirena non sia soltanto un mito. Creature fantastiche che popolavano il mare, con il busto umano e con la coda di pesce, erano note nell’antichità, ma i Greci non le chiamavo Sirene. Erano Nereidi e Tritoni di cui possiamo vedere alcune immagini nei preziosi vasi del Museo di Villa Giulia esposti in mostra.

Nel mito greco la sirena aveva invece corpo di uccello come ricorda, tra gli altri, l’episodio di Ulisse nell’Odissea, che sfida audacemente la malia del loro canto. Solo dall’VIII-IX secolo d.C. il Liber Monstrorum, un bestiario e trattato di mirabilia, parla chiaramente della figura della sirena come essa è oggi a tutti noi nota, avendo negli occhi la malinconica statua della Sirenetta, che dal 1913 attende il suo Principe sulla riva del mare di Copenhagen: in questa immagine si fondono i caratteri principali delle Nereidi e delle Sirene, la bellezza seducente e il canto melodioso e incantatore.

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