L’autogoal della Rai: coi soldi spesi per Fazio si potevano comprare i diritti dei Mondiali

sabato 7 luglio 15:21 - di Penelope Corrado

Ci sono settanta milioni di motivi per mandare in bestia i telespettatori italiani. Settanta, come i settanta milioni di euro che ha speso Mediaset per avere l’esclusiva dei Mondiali di Russia. È la stessa somma stanziata da viale Mazzini per “Che tempo che fa” (bravi, avete letto bene, la Rai ha firmato con Fazio un contratto da 70 milioni di euro). I numeri parlano chiaro e sono un micidiale atto d’accusa contro la rinuncia della Rai all’evento mediatico più importante del mondo. Da un lato ci sono i numeri: Mediaset sta asfaltando la concorrenza dall’inizio della rassegna iridata. L’Auditel parla chiaro. Ieri, ad esempio, la partita Brasile-Belgio ha ottenuto il 44% di share, solo il Festival di Sanremo ottiene percentuali simili. Mediaset si è ripagata i diritti tv di Russia 2018 dopo poche partite. Lo ha spiegato trionfante Fedele Confalonieri, memoria storica dell’azienda e braccio destro di Silvio Berlusconi. Secondo alcune stime di mercato aggiornate, il 15 luglio, giorno della finale, gli introiti per Publitalia, la concessionaria di casa, potranno raggiungere i 100 milioni.

Dopo Italia-Svezia la rinuncia ai Mondiali

L’inizio della catastrofe Rai porta una data: lo spareggio Italia-Svezia. «L’eliminazione dell’Italia cambia la scelta sui diritti. È una scelta commerciale, non di servizio pubblico». Così parlò Mario Orfeo. Quelle sue imrpovvide parole, alla luce del successo di ascolti di Russia 2o18 su Mediaset, hanno l’aria delle “ultime parole famose”. I Mondiali di calcio sono infatti seguiti con percentuali altissime dai telespettatori di tutto il mondo. Qualcuno poteva dubitare che un popolo di calciofili come quello italiano avrebbe rinunciato a seguire i Mondiali di calcio?

I Mondiali di Russia? Un grosso affare per Mediaset

Ma sono soprattutto le cifre a inchiodare i dirigenti Rai. Il calcolo è presto fatto: se si tiene presente che Mediaset si è aggiudicata i diritti per 70 milioni di euro, la rinuncia della Rai assomiglia a un vero e proprio autogoal. La somma spesa da Cologno monzese è meno della metà dei 180 milioni spesi da Viale Mazzini per ciascuna delle passate due edizioni. E con la differenza che la Rai in quelle due occasioni mandò in onda solamente le gare più importante di ogni girone (per vederle tutte bisognava essere abbonati a Sky), mentre Mediaset le sta trasmettendo tutte e 64.

Fazio e Littizzetto sì, i Mondiali no

Ecco perché a Viale Mazzini si stanno mordendo i gomiti. E la scelta di investire su altri progetti editoriali non ha pagato come si credeva. Prendete ad esempio la costosissima trasmissione condotta ogni domenica da Fabio Fazio su Raiuno. Come ha riportato il quotidiano Il Giornale, il costo totale della produzione esterna di Che tempo che fa (32 puntate domenicali in prime time più altre 32 al lunedì in seconda serata) si aggira sui 73 milioni di euro per quattro anni, una cifra mostruosa. Ma per la dirigenza Rai Fazio e Littizzetto sono “servizio pubblico” mentre i Mondiali di calcio no.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Nello 7 luglio 2018

    Da mandare tutti in galera… 70 milioni x 2 c*****…. È poi dobbiamo pagare il canone.. Fate schifo… Pensate a tutta quella gente che vive con 400euro di pensione al mese… Tanto non sono soldi vostri.

  • Emergenza Coronavirus

    In evidenza

    News dalla politica