L’addio di Elkann: «L’amico Sergio se n’è andato. Gli saremo sempre grati»

mercoledì 25 luglio 13:19 - di Giuditta Boni

«È accaduto, purtroppo, quello che temevamo. Sergio, l’uomo e l’amico, se n’è andato». L’annuncio ufficiale della morte di Sergio Marchionne è arrivato con una nota ufficiale della Exor, la holding della famiglia Agnelli, firmato da John Elkann. «Penso che il miglior modo per onorare la sua memoria sia far tesoro dell’esempio che ci ha lasciato, coltivare quei valori di umanità, responsabilità e apertura mentale di cui è sempre stato il più convinto promotore», ha sottolineato Elkann, usando parole che descrivono «l’uomo e l’amico» e, insieme, il manager che è stato suo mentore e che lo ha guidato fino alla presidenza di Fca.

«Io e la mia famiglia gli saremo per sempre riconoscenti per quello che ha fatto e siamo vicini a Manuela e ai figli Alessio e Tyler», ha proseguito Elkann, invitando poi tutti a «rispettare la privacy della famiglia di Sergio». Sempre Elkann, con la lettera ai dipendenti di Fca, si era fatto carico nei giorni scorsi di confermare il drastico peggioramento delle condizioni dell’allora capo del gruppo e di chiarire che Marchionne non sarebbe mai più rientrato al lavoro. «È con profonda tristezza che vi devo dire che le condizioni del nostro Amministratore Delegato, Sergio Marchionne, che di recente si è sottoposto a un intervento chirurgico, sono purtroppo peggiorate nelle ultime ore e non gli permetteranno di rientrare in Fca», aveva scritto Elkann, tirando le somme dell’eredità del manager e, di fatto, anticipando quel commiato che oggi diventa ufficiale.

«Ci ha insegnato ad avere coraggio, a sfidare lo status quo, a rompere gli schemi e ad andare oltre a quello che già conosciamo. Ci ha sempre spinti ad imparare, a crescere e a puntare in alto – spesso andando oltre i nostri stessi limiti – ed è sempre stato il primo a mettersi in gioco», aveva scritto Elkann ai dipendenti, sottolineando che «l’eredità che ci lascia parla di ciò che è stato davvero importante per lui: la ricerca dell’eccellenza, l’idea che esiste sempre la possibilità di migliorare. I suoi insegnamenti, l’esortazione a non accettare mai nulla passivamente, a non essere soddisfatto della mera sufficienza sono ormai parte integrante della nostra cultura in Fca: una cultura che ci spinge ad alzare sempre l’asticella e a non accontentarci mai della mediocrità».

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