Immigrati, in bilico il governo Merkel. Il ministro Seehofer a un passo dallo strappo

lunedì 2 luglio 10:46 - di Stefania Campitelli

L’esito “confuso” del Consiglio europeo della scorsa settimana rischia di mandare all’aria la Grande coalizione di Angela Merkel. Il ministro dell’Interno Horst Seehofer, deluso dai risultati ottenuti dalla Cancelliera, (avrebbe voluto un accordo per respingere i migranti alle frontiere e rispedirli nei paesi di primo approdo), continua a mettersi di traverso arrivando persino ad anninciare le dimissioni,  rifiutate per ora come inaccettabili dal capogruppo del partito nel Bundestag, Alexander Dobrindt.

Immigrati, la Merkel sotto scacco

Il ministro vuole condizionare il suo futuro politico ad una svolta nella Cdu nella lite sui migranti», scrive la Dpa, citando fonti che hanno partecipato alla  nervosissima riunione dei vertici del partito a Monaco. Ora la Csu vuole un incontro di vertice con la Cdu,e  Seehofer deciderà subito dopo cosa fare. «Dico di sì, che renderò entrambi i posti disponibili e che lo farò entro tre giorni», ha confermato Seehofer nella notte, parlando fuori dalla sede della Csu a Monaco e anticipando un incontro in giornata con la Cdu, «nella speranza che possiamo arrivare ad un accordo». Dal suo punto di vista la Cancelliera «non si è mossa di un centimetro» e Horst Seehofer ha deciso per lo strappo, arrivando a offrire le dimissioni, da ministro dell’Interno e da presidente del partito. La notizia è trapelata in tarda serata attraverso la Dpa da una drammatica seduta di presidio dei cristiano-sociali, in corso a Monaco. Intanto, riuniti a Berlino i cristiano-democratici fanno scudo alla Cancelliera: il partito sostiene la linea europea di Angela Merkel, i respingimenti unilaterali dei migranti sarebbero la strada sbagliata. L’escalation della crisi di governo era iniziata nel primo pomeriggio, quando Seehofer ha fatto sapere di ritenere insufficienti gli esiti del vertice Ue sulle politiche per l’asilo. Spalleggiato dal  suo partito, il falco bavarese insiste sui respingimenti immediati al confine, sui quali la Cancelliera non ha trovato un accordo proprio coi Paesi più importanti (Italia e Austria) ha rimarcato coi suoi. Un nodo su cui è tornata oggi anche la Merkel  dicendo che un accordo con Roma «per ora non era possibile, il primo ministro italiano ha spiegato che l’Italia si è sentita piantata in asso da molti, per anni». È chiaro che l’Ue è lenta, il problema non è certamente risolto c’è ancora molto lavoro – ripete la Cancelliera in evidente difficoltà – ma io voglio che l’Europa sia tenuta insieme». In un discorso dai toni drammatici Seehofer ha parlato fino a tarda sera ai compagni di partito di “coerenza”, di “nessun risultato” da parte della Cancelliera per poi fare appello anche all’emotività: «Non posso assumermi la responsabilità della morte di Susanna». Si riferiva a una quattordicenne stuprata e uccisa da un profugo iracheno che ha riempito la cronaca nera tedesca. Tutto sembra volgere al peggio negli equilibri della Grande coalizione,  ma ogni previsione sembra azzardata e la domenica della resa dei conti è stata scandita da voci contrapposte: le dimissioni di Seehofer potrebbero essere effettive, o preludere a una dinamica interna nella Csu per ostinarsi sulle rivendicazioni nei confronti della Cancelliera, magari anche alla ricerca di un nuovo compromesso. Certo è che se Seehofer restasse e annunciasse i respingimenti Merkel sarebbe costretta a licenziarlo, aprendo di fatto la crisi di governo.

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