Il sarcasmo di Benigni: «Dedico il Premio Satira a chi non c’è più, il Pd»

domenica 8 luglio 11:24 - di Redazione
benigni

«Come si fa sempre in queste occasioni, anche io voglio dedicare questo premio a chi non c’è più. E per questo lo dedico al Pd». Roberto Benigni ha ritirato dalle mani di Serena Dandini il premio Satira 2018 alla carriera. E dal palco di Villa Bertelli a Forte dei Marmi, in provincia di Lucca, non ha risparmiato frecciate all’intero mondo politico italiano.

Commenti

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  • alfonsa 10 luglio 2018

    Ipocrita ,capitalista ,falso moralista rosso,ci ha sufato con il suo sarcasmo bavoso.Che scompaia dalle scene ,gli italiani intelligenti non lo sopportano più

  • amerigo 9 luglio 2018

    Renzi & kompagni non lo vorranno più a corte a fare il buffone. . .

  • sergio 9 luglio 2018

    Sono i tuoi degni compari

  • Massimo Mattei 9 luglio 2018

    Quando un uomo ha successo ha ragione. Ma la causa o colpa del suo successo è dell’ignoranza del pubblico che applaude quel massacratore della Divina Commedia e ride alle sue stupide e volgari esternazioni (vedi quella verso Pippo Baudo) . Infine “risus abundat in ore stultorum”.

  • Angela 9 luglio 2018

    Benigni,sinistrino toscano milionario.

  • pietro meucci 9 luglio 2018

    Insieme a Renzi fanno un’ottima coppia di buffoni.

  • Laura Prosperini 9 luglio 2018

    mi lasciano molto perplessa le sue vicende finanziarie, sembra che faccia fatica (diciamo) a pagare le giuste tasse delle sue innumerevoli società e che sia un imprenditore piuttosto, come dire avido e cinico.
    Come potrebbe conciliare questo con il suo beato/beota modo di intrattenere gli spettatori?
    Credo sia giunto il momento di accrescere la coerenza negli uomini, specialmente in quelli dalla doppia o tripla morale…ci vuole più chiarezza, se uno è cinico, opportunista quando non speculatore, se lecito, può farlo ma non si vesta da mammoletta dispensando consigli agli altri…

  • Silvia Toresi 9 luglio 2018

    Che camaleonte!!!!

  • Mario Salvatore MANCA di VILLAHERMOSA 9 luglio 2018

    Benigni? Quando dei miei “amici” mi dissero di andare a vedere “La vita è bella”, dopo aver letto bene la recensione, per mostrare la mia non prevenzione, decisi di vederlo a condizione di lasciarmi carta bianca per una critica. Naturalmente andai a vederlo. Iniziava con la Marcia Reale (?): al massimo, se avesse iniziato con “Giovinezza” o con lo “Horst-Wessels-Lied”, avrei anche potuto capire. Ma che c’entrava il Re? Poi tutto il resto. A conclusione, dissi che era improntato al massimo del cinismo, perché aveva approfittato di un evento tragico come la Shoah per fare un film da cassetta. Uno dei miei “amici” avrebbe dovuto procurarmi un lavoro (ero traduttore “free-lance”) e fatto sta che il lavoro mi saltò. Comunque non persi un granché. Questi sono i sinistri col portafoglio (gonfio) a destra. Voglio vedere il signor Benigni, col suo sarcasmo e cinismo, come se la vedrà nel mondo di là….
    Mario Salvatore Manca

  • Albert 2017 8 luglio 2018

    Benigni è bravissimo a stare dalla parte del più forte, quando gli conviene, e a prendersela con chi non può reagire. Dopo la morte di Almirante compose una vergognosissima “poesia” di insulti beceri, mentre quando era vivo non aveva mai detto nulla. Il tipico giullare trinariciuto, ipocrita al massimo grado.

  • paleolibertario 8 luglio 2018

    Non diamo spazio a questi riccastri moralisti. Anche perché fortunatamente la gente si è svegliata, e non segue più i “consigli impliciti” di Benigni e similari. Lasciamoli nell’oblio.

  • libero 8 luglio 2018

    quando il PD era forte gli leccava anche il C….lo.

    • franco luzio 8 luglio 2018

      Bravissimo. Forse è uno dei pochi leccac*** che ha capito che l’aria sta cambiando

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