Il Pd corteggia i grillini e si spacca di nuovo sul sostegno al “decreto dignità”

mercoledì 11 luglio 13:17 - di Lucio Meo

«Il “decreto dignità” è il primo banco di prova parlamentare per il Governo, ma anche per l’opposizione. In particolare per il Pd, all’interno del quale, come ormai da tradizione, emergono sensibilità diverse. Da Franceschini a Orlando, da Emiliano a Delrio, cresce il fronte dei dialoganti, di chi vuole cominciare a costruire un dialogo politico per il Movimento 5 Stelle sui provvedimenti….». Sono queste poche righe apparte sull’Huffinghton Post Italia ad avere messo in fibrillazione un Pd già alle prese con le sue quotidiane fibrillazioni. In tanti si stanno esprimendo per un riavvicinamento ai Cinquestelle, da Franceschini a Delrio, ma l’ipotesi di una possibile “offerta” di voti sul “decreto dignità” in arrivo in Parlamento, scatena reazioni violente.

«Leggo che una parte del @pdnetwork vorrebbe votare a favore del cd ‘decreto dignità’ per riavvicinarsi al M5S. Sarebbe un errore mortale. Il decreto è un pasticcio e andare dai 5S con il cappello in mano sarebbe incomprensibile e indecoroso. Urge smentita @maumartina», scrive su Twitter Carlo Calenda. Smentita che pur timida arriva a stretto giro: «Non penso che il decreto dignità sia votabile per i contenuti annunciati. Non affronta i veri nodi ancora aperti in particolare per sostenere sul serio il lavoro stabile…». Ma nel Pd i “pontieri” che vogliono sottrarre i grillini all’abbraccio fatale della Lega sono già al lavoro, a cominciare dai renziani ormai poco renziani, come Graziano Delrio: «Io penso che noi dobbiamo dialogare certamente con i 5 Stelle, perché questo dialogo è utile al Paese. Con la Lega non ci sono le condizioni per un dialogo vero, sui provvedimenti. Con i 5 Stelle ci potrebbero essere. Ma dipende molto se loro non si schiacciano sulla Lega. Perché questo è il punto. Questo governo ormai ha un’agenda dettata continuamente dalle esternazioni, dalle promesse di Salvini», dice il, capogruppo alla Camera del Partito democratico, ad Agorà Estate RaiTre.

Commenti

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  • Giacomo Puliatti 12 luglio 2018

    Toglietemi tutto ma non il mio “ONORE”, ecco cosa devono rispondere i Pentastellati al capezzale del PD.

  • Rino 12 luglio 2018

    Che ipocrisia che hanno i pdioti voltagabbana, quando il m5s gli propose di governare insime a loro, si rifiutarono dicendo che il popolo lo avevano votato per stare all’opposizione! Adesso che hanno perso quasi tutte le elezioni comunali, in considerazione che il popolo ha fatto le esequie del pd = a Partito Defunto, vogliono allearsi? Veramente per pdioti sinistroidi della parola vergogna non conoscono il significato.

  • uesto renderebbe un bel po di miliaRDI DI ENTRATE FISCALI IN PIù. 12 luglio 2018

    Non credo che i 5 stelle abboccheranno all’amo. Certamente ci sarà una minoranza di ex piddini che dialogherà con il PD ma saràuna minoranza. Mi sembra che m5s e lega flirtano a dovere anche su temi cari particolarmente alla Lega (Immigrati) Vedremo comunque quando si parlerà di modificare fortemente le leggi che riguardano la difesa personale: Li vedremo la percentuale di collante.

  • Angela 12 luglio 2018

    Se i 5*si avvicineranno al PD decreteranno la loro morte politica…e Salvini ,con le prossime elezioni diventerà premier

  • Carlo Cervini 12 luglio 2018

    Matteo Salvini, prima o poi si renderà conto di essere stato giocato dal trio Lescano: Mattarella-PD-M5S, passano solo i provvedimenti anti mercato e liberticidi e se la Lega resiste ho dice no, entra in campo il secondo forno del PD e tutto viene approvato. Come sempre aveva ragione il “grande” Silvio.
    Scaldate i muscoli bisogna andare a votare prima di subito…………..

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