Guerri: oggi vincono i “cattivi” perché il politicamente corretto è una roba tremenda

lunedì 2 luglio 15:08 - di Redazione

Storico del Ventennio, presidente del Vittoriale di Gabriele D’Annunzio, anticonformista, critico verso l’ideologia dominante del politicamente corretto, Giordano Bruno Guerri parla con onestà intellettuale della nuova fase politica che l’Italia sta vivendo in una intervista al sito online Sapiens. Nella versione aggiornata del suo Antistoria degli italiani, pubblicato da La nave di Teseo, Guerri affronta anche il tema del populismo, fenomeno a suo avviso non nuovo e riscontrabile sia nell’ascesa del fascismo che in quella di Berlusconi. E Salvini? “Ero sicuro che Salvini avrebbe aumentato il consenso perché è un abile politico, e ha a che fare con politici non abili: i suoi colleghi di governo. Ha occupato un ruolo chiave, affronta i problemi che la gente vuole siano affrontati; e quindi era abbastanza prevedibile quello che è successo. È anche abbastanza prevedibile pensare che questo governo non supererà l’anno di vita”. Quando Salvini avrà acquisito a destra tutti i consensi possibili sarà pronto infatti per nuove elezioni e ciò presumibilmente accadrà dopo la legge finanziaria. Guerri afferma anche, nell’intervista a Sapiens (realizzata da Gabriele Ferraresi) che gli allarmi sul fascismo sono ridicoli e fanno ridere: “Gli allarmi di ritorno al fascismo mi fanno ridere. Li si tira fuori ogni volta che c’è un problema… Il fascismo fu un fenomeno inquadrabile in un periodo storico, con caratteristiche che non sono ripetibili. Ma ce lo vediamo uno in stivali, o anche in giacca e cravatta, che guida il Paese in maniera dittatoriale? Prima di tutto non ce lo permetterebbe l’Europa”. Quanto al “cattivismo” di Salvini e Trump secondo Guerri è vincente “perché ci hanno inflitto a tal punto il politicamente corretto, che la gente dice “Finalmente una boccata di cattiveria!”. Non è che si deve essere cafoni, scortesi, come idea è anche giusta: ma il politicamente corretto esasperato al punto che non si può più dire niente è una roba tremenda”.

Commenti

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  • Pompeo 3 luglio 2018

    Il “politicamente corretto” è la sublimazione…scorretta dell’ipocrisia e della menzogna

  • Angela 3 luglio 2018

    Quando c’era il fascismo (che io per certi versi aborro)non si può non ricordare però che l’Italia era una grande potenza,rispettata e per certi versi temuta…non come oggi che ,ogni stato europeo fa a gara a chi ci insulta o umilia di più…e noi fino all’avvento di Salvini eravamo tutti proni al politicamente corretto (che in questi anni ci ha rovinato in tutti gli ambiti)… finalmente siamo liberi di dire ciò che pensiamo,siamo usciti dalla catalessi nella quale ci aveva intrappolato la sinistra buonista e “sfascista”.

  • alberto 3 luglio 2018

    Guerri ha pefettamente inquadrato la questione. Il politically correct ha stufato. Pane al pane e vino al vino.

  • Carlo Cervini 3 luglio 2018

    Dopo il ’68, lasciando la cultura, la scuola e l’università al peggio della sinistra sfasciacarrozze, si sono create generazioni di ignoranti e una classe dirigente incompetente e dannosissima; basta vedere le poche riforme degli ultimi 30 anni, tutte sostanzialmente fallimentari. Il politicamente corretto si è autodistrutto da solo, come egualitarismo e l’intrapresa seria e privata, per la gioia dei furbi, degli assistiti e dei disonesti. (per aver previsto e combattuto questo 30 anni fa sono stato giubilato dalla DC).

  • Barbara Bedini 3 luglio 2018

    E’ il politicamente corretto il vero fascismo della nostra epoca !

    • sergio 3 luglio 2018

      Vedo nel “politicamente corretto” una religione concepita per i senza Dio……..una sommatoria di stupidità partorita dalle menti “progressiste”…….in questo caso il Fascismo non credo proprio che sia da tirare in ballo !! Il Fascismo è vissuto in un determinato momento storico irripetibile; peraltro i fascisti erano gente brillante,basta scorrere l’elenco degli intellettuali e degli scienziati che hanno appoggiato il regime!!

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