Dario Fo e la Rsi, quelle strane amnesie dell’Enciclopedia Treccani

venerdì 27 luglio 16:21 - di Michele Pezza
dario fo

Dario Fo e la Rsi. Il premio Nobel, già icona della sinistra dura e pura, e la repubblica di Benito Mussolini. Cosa vi potrebbe essere di più distante? Nulla, in apparenza. Ma l’apparenza spesso inganna, mentre la realtà è permanente incaricata di spiattellarci la verità, anche quando non ci piace. E la Rsi a Dario Fo davvero non piaceva. Ciò, tuttavia, non cancella il fatto che finì per aderirvi come tanti altri giovani della sua generazione (era nato nel marzo del 1926) arruolandosi tra i combattenti di Salò. Una scelta figlia di quel tempo infuocato, che però, chissà perché, l’Enciclopedia Treccani ha voluto presentare in tutt’altro modo: «Scoppiata la seconda guerra mondiale – vi si legge -, e verso la fine del conflitto, pur renitente alla leva si arruolò nel 1944 tra i paracadutisti, presentandosi al comando dell’Artiglieria contraerea di Varese, per evitare la deportazione in Germania e per coprire il padre, responsabile del Comitato di liberazione nazionale (Cln) per l‘Alto Verbano. Ben presto, appena gli si prospettò l’opportunità, disertò».

Dario Fo si arruolò tra i paracadutisti di Salò

Lungi da noi la volontà di inchiodare la memoria e l’intensa attività politico-culturale di Dario Fo ad una scelta dei suoi anni giovanili, maturata in contesto di estrema confusione e di grande tormento, così come siamo i primi a riconoscere che pochi mesi con addosso la divisa della Rsi non possono condizionare il giudizio su un uomo vissuto 90 anni (è morto infatti nel 2016). A maggior ragione, non riusciamo a comprendere il perché di una narrazione tanto reticente. Come se l’obiettivo di giustificare una scelta sopravanzasse quello di ricostruire un fatto.

Il ricordo del capo partigiano

Tanto più che in un’intervista resa nel lontano 1978, il principale comandante partigiano della zona, Giacinto Domenico Lazzarini, ebbe già modo di sollevare più di un dubbio sui rapporti di Fo e di suo padre con la Resistenza: «Le dichiarazioni di Dario Fo – disse all’epoca Lazzaroni – destano in me non poca meraviglia. Dice che la casa di suo padre a Porto Valtravaglia, era un centro di resistenza. Strano. Avrei dovuto per lo meno saperlo. Poi dice che era d’accordo con Albertoli per raggiungere la mia formazione. Io avevo in formazione due Albertoli, due cugini, Giampiero e Giacomo. Caddero entrambi eroicamente alla Gera di Voldomino… Forse Fo potrà spiegare come faceva ad essere d’accordo con uno dei due Albertoli di lasciare Tradate nel gennaio 1945, quando erano entrambi caduti quattro mesi prima». Insomma, nella Treccani c’è almeno un buco. E, strano a credersi, l’intera biografia di Fo si legge meglio su Wikipedia.

 

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