Casamonica, ai funerali show i musicisti costretti a suonare “Il Padrino” (video)

martedì 17 luglio 16:31 - di Redazione

I musicisti al funerale show di Vittorio Casamonica, che si svolse il 20 agosto 2015 nella parrocchia Don Bosco a Roma, furono sostanzialmente costretti a suonare la colonna sonora del film Il Padrino. E’ quanto emerge dall’ordinanza per gli arresti nel maxi blitz contro il clan Casamonica messo a segno oggi dai carabinieri del comando provinciale di Roma. Due degli odierni indagati nell’operazione di oggi, come emerge dall’ordinanza, portarono il feretro a spalla insieme ad altre due persone. Nell’ordinanza si ricorda che i musicisti furono ascoltati dalla pg come persone informate dei fatti. Uno dei componenti della banda ha raccontato che avrebbero voluto suonare le marce funebri, ma un uomo gli si è avvicinato dicendogli che dovevano suonare la colonna sonora del padrino. I musicisti, pur affermando di non aver ricevuto minacce esplicite, hanno riferito di aver percepito il rischio di ripercussioni nel caso non avessero assecondato la richiesta. Le dichiarazioni rese dai tre musicisti, secondo gli inquirenti, sono molto interessanti in quanto danno conto del “clima di intimidazione”, si legge nell’ordinanza, nel quale la banda musicale aveva dovuto suonare peraltro senza percepire alcun compenso.

Il blitz è stato possibile grazie alla collaboratrice di giustizia, ex compagna di un membro del clan Casamonica, che ha deciso di aiutare i carabinieri nelle indagini anche a causa delle vessazioni subite.  Secondo quanto emerso dalle indagini dei carabinieri, la donna, esterna al clan, era sempre stata vista dalla famiglia del compagno come un corpo estraneo tanto da diventare vittima del clan al pari di altri. Veniva sottomessa, quasi segregata in casa con i figli, tanto da prendere la decisione di fuggire e collaborare. Ora si trova sotto protezione.  La decisione della donna di collaborare, la prima volta che accade in un’indagine contro il clan Casamonica, secondo il comandante dei carabinieri di Frascati Stefano Cotugno “è un gesto da prendere da esempio per chi lo ha fatto e che deve dare fiducia agli altri”.

Ci sono anche quattro alloggi popolari tra i beni sequestrati nel corso dell’operazione. Si tratta di alloggi riconducibili ad alcuni degli arrestati. Uno è a piazza Gasparri a Ostia, uno a Ciampino, uno a Pietralata e un altro sempre a Roma. Sotto sequestro anche una discoteca a Testaccio, un ristorante al Pantheon, un centro estetico sulla Casilina e la palestra a Marino.

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