Carceri, il 33,8% è straniero. Ma per la sinistra non c’è nessuna emergenza

lunedì 30 luglio 18:05 - di Giovanni Trotta

Crea polemica il rapporto sulle carceri dell’associazione Antigone, che tende in ogni sua parte a dimostrare che non c’è un’emergenza-stranieri in Italia. Diversa l’opinione dei sinacati della polizia penitenziaria, che nelle carceri ci lavorano: “Aumentano gli episodi violenti all’interno delle carceri italiane e con il regime penitenziario aperto e la vigilanza dinamica, ossia con controlli ridotti della Polizia Penitenziaria, la situazione si è ulteriormente aggravata”. È quanto afferma il Sappe, sindacato autonomo polizia penitenziaria. Per il Sappe, “questo è un dato oggettivo, nonostante le false rassicurazioni di Antigone, che ha presentato oggi a Roma il suo rapporto sulle condizioni di detenzione nella prima metà dell’anno. La situazione si è notevolmente aggravata, rispetto agli anni precedenti”. Vediamo cosa dice Antigone: i detenuti nelle carceri italiane sono 58.759, “crescono ma di poco”, secondo l’associazione. Sono aumentati di 672 unità in 5 mesi. Ci sono 8.127 detenuti in più rispetto alla capienza regolamentare. “Al sovraffollamento non si risponde con la costruzione di nuove carceri”, sottolinea l’associazione, rilevando come “la sola costruzione di un carcere per circa 250 detenuti costa circa 35 milioni di euro. Senza tenere conto dei costi di gestione”. Si tratta quindi di “una scelta costosa, inefficace (ci vogliono anni per costruire un carcere), ma anche sbagliata dal punto di vista della politica criminale”. L’associazione fondata da Massimo Cacciari, Stefano Rodotà e Rossana Rossanda, tra gli altri, non  spiega però quale potrebbe essere l’alternativa. Gli stranieri, chiarisce l’associazione, “sono il 33,8% della popolazione detenuta. Gli stranieri non europei sono 13.490, ossia il 22,9% della popolazione detenuta. Nell’ambito di questo 22,9%, la presenza di detenuti con regolare permesso di soggiorno, seppur non stimata ufficialmente, è – secondo indagini a campione effettuate nei grandi istituti di pena – inferiore al 20%”.

Commenti

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  • Francone 31 luglio 2018

    Cara Maria Silvia tu ai delinquenti di tutti i tipi cioe’ quelli che infrangono le leggi scritte
    da millenni e che non sono ancora entrate nella loro genetica daresti studio lavoro cultura .
    Tutto cio’ all’interno del carcere o fuori ? E perche’ non dici chiaramente che te lo prenderesti
    a tuo carico a casa tua ma fai intendere che NOI TUTTI per essere civili dobbiamo farcene carico .
    Be’ io che la penso da incivile , tale e quale lo sono i delinquenti , propendo per un carcere durissimo
    che faccia passare la voglia a ritornarci . Alle tue idee cattosocialfilosofebuoniste i delinquenti
    ci sghignazzano sopra fino a scoppiare e pensano che non sei normale .

  • Gio 31 luglio 2018

    ci pagano le pensioni…

  • Maria Silvia Caffari 31 luglio 2018

    Senza negare che ci sia un grande problema, bisogna ricordare che ogni carcerato è una persona. Compito difficile studiare cercare una soluzione, ma non è certo la moltiplicazioni delle carceri a fare un paese civile, che deve saper affrontare proprio le sfide più importanti. A quanto so ci sono meno casi di recidive là dove la dignità di ognuno è rispettata dando la possibilità di studio e lavoro, cultura. Aumentiamo le carceri e avremo un paese carcere. Avvicinatami a questo mondo ‘a parte’, capisco che la Giustizia è ancora lontana da essere considerata tale nel suo realizzarsi, applicarsi.

    • sergio 1 agosto 2018

      ..”Ogni carcerato è una persona..”…..”la dignità di ognuno è rispettata..”……..Sante parole!!!
      A parte la giusta possibilità di studio, di lavoro e di cultura,il problema serio attuale,è quello di evitare il sovraffollamento e la promiscuità in cui vivono attualmente gli “ospiti” delle nostre carceri; la soluzione?
      Carceri nuove !! Ma le carceri,come noto,costano e tanto,quindi non si costruiscono!!
      “……Aumentiamo le carceri e avremo un paese carcere…”…..Ma perchè fa questa affermazione gentile sig.ra Maria Silvia Caffari?

  • Giuseppe Forconi 31 luglio 2018

    Nelle sinistre non c’e’ mai emergenza, ne’ nel crinale ne’ nel terrorismo. Tra cani non si mordono.

  • ANTIGONE 30 luglio 2018

    Carissimi d’antigone che fa’ anche brutte rime avete dimenticato gli scarcerati dal
    governo letta che furono da un minimo di 3000 in su’ e nessuno sapra’ mai la cifra finale .
    Voi “filosofi aristocratici” avete anche dimenticato di specificare che quelli provenienti
    dal centro africa , marocco e tunisia sono oltre il 50% dei detenuti stranieri proprio
    quelli che noi Italiani ci ritroviamo qua’ in maggioranza grazie anche a voi ” filosofi antigoni “.
    Grazie del vostro rapporto sulle carceri , grazie a tutti voi .

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