Calcio truccato, il Parma rischia di perdere la A. Calaiò: «Non sono un criminale»

martedì 17 luglio 13:38 - di Redazione

La procura federale della Figc ha chiesto una penalizzazione di 2 punti per il Parma, da applicare all’ultimo campionato di serie B, nell’ambito del procedimento davanti al Tribunale federale nazionale della Figc per il presunto tentato illecito sportivo del giocatore Emanuele Calaiò. Se la richiesta di sanzione sarà accolta il club emiliano rischia di vedere sfumare la promozione in serie A. La procura Figc ha chiesto in subordine un “innalzamento della penalizzazione per renderla ugualmente afflittiva”, con 6 punti di penalizzazione per il Parma nel prossimo campionato di serie A.

Nei confronti di Calaiò la richiesta della procura Figc è di 4 anni di squalifica e 50mila euro di ammenda. «Ho passato un’estate orribile, è la prima volta che mi trovo dentro queste mura. Non sono mai stato coinvolto in niente e non mi aspettavo nemmeno di arrivare a questa situazione per dei messaggi innocui, stupidi e soprattutto scherzosi che non avevano un secondo fine», ha detto Calaiò durante il procedimento davanti al Tribunale federale nazionale della Figc. «Non ho mai pensato minimamente di alleggerire l’andamento della partita (contro lo Spezia, ndr) né la prestazione dei miei avversari», ha assicurato Calaiò, accusato di illecito sportivo dalla procura Figcche nei suoi confronti ha chiesto 4 anni di squalifica. «Vorrei finire la mia carriera come l’ho iniziata, dando tutto me stesso in campo e fuori. Sono una persona pulita e non voglio che la mia carriera venga macchiata da queste situazioni, mondi completamente diversi che non mi appartengono. Faccio fatica anche a parlare, perché sono veramente amareggiato e non pensavo di arrivare a questo punto», ha spiegato l’attaccante. «Sui giornali -ha continuato Calaiò- sono state pubblicate le mie foto, come se fossi un criminale, mi sono dovuto giustificare con i miei figli anche piangendo perché i loro compagni di scuola chiedevano cosa fosse successo: è bruttissimo e non lo auguro a nessuno». «Non vogliamo che venga offuscata la magnifica impresa sportiva di questa società nata da un fallimento e che ha conquistato sul campo quello che ha fatto in questi tre anni», ha invece detto l’amministratore delegato del Parma, Luca Carra, rivolgendosi al Tribunale federale nazionale durante il processo sportivo. «Questa società è arrivata con il preciso mandato di rispettare lealtà e correttezza. Abbiamo sensibilizzato i nostri tesserati sul rispetto delle regole e sul comportamento che devono tenere dentro e fuori dal campo», ha evidenziato il dirigente del Parma. Il legale del club, Edoardo Chiacchio, ha chiesto l’assoluzione del Parma definendo la richiesta della procura Figc (-2 nello scorso campionato di B o -6 nel prossimo campionato di serie A) “incomprensibile” e dicendosi “esterrefatto”.



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