Basilicata, choc nel Pd: arrestato il ras Pittella, potentissimo governatore

venerdì 6 luglio 10:34 - di Eugenio Battisti

Marcello Pittella, potentissimo presidente della Regione Basilicata, e uomo forte del Pd è stato arrestato e posto agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta sulla Sanità. Il provvedimento è stato notificato al governatore del Pd, in carica dal 2013,  dalla Guardia di finanza che ha eseguito altre 29 misure restrittive nell’ambito di un’inchiesta sul sistema sanitario lucano. Stando a quanto si è appreso sarebbero coinvolti nell’inchiesta della Procura di Matera per questioni connesse a concorsi e nomine nella sanità lucana anche il direttore generale e la direttrice dell’azienda sanitaria di Matera. Pittella è agli arresti domiciliari nella sua casa di Lauria (Potenza). La conferma dell’arresto è giunta all’Ansa da persone vicine al governatore che hanno definito la sua posizione nella vicenda «surreale».

Blitz della Fiamme Gialle: Pittella arrestato

Le trenta misure restrittive emesse dall’ufficio del gip del Tribunale di Matera riguardano persone coinvolte «a vario titolo in fatti riconducibili a reati contro la Pubblica amministrazione” e in particolare, scrive il Quotidiano del Sudnomine, concorsi e incarichi nelle aziende sanitarie regionali. L’attività “vede impegnati, allo stato, circa cento tra uomini e donne delle Fiamme Gialle”. Stando a Repubblica in manette è finito il commissario straordinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Matera, Pietro Quinto, che attraverso il suo legale, Vincenzo Montagna, ha già annunciato le dimissioni dall’incarico. In carcere anche il direttore amministrativo dell’Asm Maria Benedetto. Ai domiciliari invece il commissario straordinario dell’Azienda sanitaria di Potenza, Giovanni Chiarelli, il direttore amministrativo dell’Azienda ospedaliera regionale San Carlo di Potenza, Maddalena Berardi, e un dirigente del Centro oncologico regionale della Basilicata di Rionero, Gianvito Amendola. Ci sono anche il direttore generale dell’Asl di Bari, Vito Montanaro, e il responsabile dell’anticorruzione della stessa Asl, l’avvocato Luigi Fruscio di Barletta, tra le trenta persone destinatarie di misure cautelari.

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