Badanti e colf, contratti più cari: rischio stangata per le famiglie?

venerdì 20 luglio 11:07 - di Adriana De Conto

Rischio aumento per le famiglie che si affidano alle cure di badanti, baby sitter e colf. Aumento che potrebbe arrivare fino a 160 euro in più all’anno, se non si esclude il settore domestico dagli aumenti contributivi previsti dal decreto dignità per i rinnovi dei contratti a tempo determinato. Esclusione che viene avanzata come proposta da Assindatcolf (l’Associazione nazionale dei datori di lavoro domestico, aderente Confedilizia e firmataria del contratto collettivo che regola il settore) nella memoria depositata presso le commissioni Finanze e Lavoro che stanno esaminando il decreto.

«Il comma 2, art. 3 del citato decreto prevede infatti – spiega Assindatcolf – un aumento dello 0,5% “in occasione di ciascun rinnovo del contratto a tempo determinato, anche in somministrazione”. Non avendo previsto l’esclusione del settore domestico, come normalmente avviene per i provvedimenti che introducono incentivi o agevolazioni fiscali, abbiamo chiesto che la disposizione si applichi solo a chi fruisce anche di agevolazioni e non a chi assume personale domestico».

Un ulteriore aggravio sarebbe insostenibile

«Parliamo – sostiene l’Associazione – di famiglie non di imprese, in particolare di donne, che a fronte di un welfare che taglia i servizi, per conciliare tempi di vita e di lavoro sono costrette a rinunciare alla carriera o a farsi carico di costi molto elevati: 16mila euro è quanto spende in un anno una famiglia per assumere una badante a tempo pieno». E ancora: «In un settore in cui le agevolazioni fiscali per chi ricorre a un regolare contratto sono pressoché inesistenti – avverte Assindatcolf – un ulteriore aggravio dei costi a carico delle famiglie risulterebbe intollerabile ma anche incomprensibile. Nel settore domestico non esiste, infatti, un problema di abuso dello strumento del contratto a tempo determinato che, al contrario, viene utilizzato in percentuale molto bassa rispetto a quello a indeterminato, dove è possibile licenziare senza giusta causa, ad nutum. Per questo abbiamo sollecitato il Parlamento a considerarci anche per i benefici e non solo per i sacrifici».

Commenti

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  • ALBA 23 luglio 2018

    Se controllassero le dichiarazioni dei redditi di tutte le colf/badanti/babysitter si accorgerebbero che nessuna di loro o quasi presenta dichiarazione. Sarebbe facilissimo controllare hanno già il loro codice fiscale (quando non sono al nero si intende). Sai quanto potrebbero recuperare invece di aumentare i contributi? Perchè a nessuno è venuto mai in mente di controllare? indovinate? Quante badanti/colf/babysitter hanno i politici? semplice …..

  • Francone 20 luglio 2018

    L’eventuale o gli eventuali aumenti devono essere pagati dalle badanti che sono
    l ‘ UNICA categoria di lavoratori a cui rimangono in tasca risparmi di almeno 900 euro/mese
    tutti spediti all’estero . Di colf e badanti c’e’ bisogno ma di fuga di capitali no .

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