Attentato alla Manchester Arena, il terrorista era stato salvato dalla Royal Navy (video)

martedì 31 luglio 13:46 - di Viola Longo

Nel 2014 fu salvato dalla Royal Navy, che lo prelevò in Libia per metterlo al riparo dalla guerra. Tre anni dopo fu lui a portare la guerra nel cuore della Gran Bretagna: il 22 maggio 2017 si fece esplodere al concerto di Ariana Grande, uccidendo 22 persone, tra le quali 7 bambini. «Un gesto di estremo tradimento», dice ora una fonte governativa al Daily Mail, che ha rivelato la storia dell’attentatore suicida della Manchester Arena, Salman Abedi. 

Quando fu messo in salvo in Gran Bretagna Abedi aveva 19 anni. Si trovava in Libia, dove imperversava la guerra civile. Londra inviò una nave militare della Royal Navy, la Enterprise, per una operazione di recupero dei cittadini con passaporto britannico. Un centinaio fra i quali anche il fratello di Abedi, Hashem: i fratelli Abedi erano nati a Manchester da due coniugi scappati dalla Libia di Gheddafi e accolti nel Regno Unito come rifugiati. La nave su cui i due furono imbarcati fece rotta su Malta, da dove le persone evacuate presero un aereo per il Regno Unito. «Durante il deterioramento della situazione di sicurezza in Libia nel 2014, furono inviati degli agenti della polizia di frontiera per fornire assistenza nell’evacuazione dei cittadini britannici e dei loro accompagnatori», ha raccontato alla stampa britannica un portavoce del governo. Tre anni dopo questo salvataggio non semplice, che impegnò uomini e risorse britannici, Abedi si fece esplodere al concerto di Ariana Grande.

Dalle indagini è anche emerso che il terrorista Abedi era finito nel mirino dell’intelligence britannica proprio a seguito del suo viaggio in Libia. Tuttavia, il suo fascicolo venne archiviato un mese prima che la nave della Royal Navy lo traesse in salvo. L’inchiesta sulla strage di Manchester ha rilevato che la chiusura da parte dei servizi di sicurezza del fascicolo di Abedi aveva motivazioni giudicate «solide» e  basate sulle informazioni disponibili all’epoca. Quanto al fratello di Abedi, Hashem, al momento si trova in un carcere libico, nelle mani di una milizia. Il governo britannico ha chiesto la sua estradizione per processarlo per il suo coinvolgimento nella strage della Manchester Arena. La richiesta è stata finora rifiutata.

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Commenti

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  • Giuseppe Tolu 31 luglio 2018

    Te possino caricà te possino… Magari non si era ancora integrato bene

  • Gio 31 luglio 2018

    Questi sono i profughi o presunti tali tanto cari al vaticano-islam. La verità è che mettersi un musulmano in casa è puro suicidio.

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