Giustiziato il capo della setta Aum Shinrikyo a 23 anni dalla strage del metrò (video)

venerdì 6 luglio 13:20 - di Paolo Lami

A 23 anni dalla strage compiuta nella metropolitana di Tokyo dove morirono asfissiate 13 persone a causa di un attacco con il sarin, il Giappone ha eseguito venerdì la condanna a morte del 63enne Shoko Asahara, fondatore e leader del culto Aum Shinrikyo della setta responsabile dell’attentato del 1995, e di sei suoi seguaci.

Il portavoce del governo, Yoshihide Suga, ha confermato la morte di Asahara che è stato giustiziato tramite impiccagione ha assicurato che il governo è pronto ad impedire ogni tipo di rappresaglia dei seguaci del gruppo. E, nelle prossime ore, la ministra degli esteri, Yoko Kamikawa terrà una conferenza stampa. Così come anche il ministero della Giustizia si prepara a riferire dettagli sulla vicenda.

Asahara, il cui vero nome era Chizuo Matsumoto, e altri 12 membri della setta Aum Shinrikyo, “Verità Suprema”, che idealizzava la fine del mondoerano stati condannati a morte lo scorso gennaio per l’uccisione di 27 persone, incluse le 13 vittime dell’attacco con il Sarin.

La strage della metro di Tokyo fu causata da alcuni membri del gruppo Aum Shinrikyo che dispersero una certa quantità di gas letale sarin nei sotterranei della metropolitana, uccidendo 13 persone e intossicandone circa 6.200. All’epoca la setta, che si richiamava al buddismo e all’induismo, contava circa 40.000 adepti nel mondo, in Giappone attraeva soprattutto studenti universitari dei ceti più abbienti, e aveva un patrimonio di circa 400 miliardi di lire. Lo stesso Asahara gestiva un Istituto di ricerca sulla scienza e la tecnologia, diverse scuole, un ospedale, una casa editrice e un’orchestra.

Shoko Asahara venne arrestato nel maggio del 1995, due mesi dopo l’attacco del 20 marzo compiuto nella metropolitana di Tokyo, che aveva provocato 13 morti e coinvolto almeno 6.200 persone: inizialmente negò di aver architettato l’operazione ma poi, durante il processo del 2004, ammise di meritare la condanna per aver pianificato l’esecuzione dell’attacco.

La sua condanna a morte era stata decisa definitivamente nel 2006. Le udienze dei membri del culto Aum Shinrikyo sono andate avanti per oltre 20 anni nelle aule dei tribunali giapponesi, con quasi 200 incriminazioni e 12 condanne a morte. Ma, alla fine, lenta ma inesorabile, è arrivata l’esecuzione della pena tramite impiccagione.

Commenti

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  • Giuseppe Tolu 6 luglio 2018

    Troppo, troppo tempo è passato da allora. Bisognava fare tutto due o tre giorni dopo, non un secondo di più

  • Gio 6 luglio 2018

    Bene. A dimostrazione che l’impicagione si può e si deve applicare. Alla faccia di quello che dice il vaticano e la sinistra buonista.

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