Trenta: il problema delle partenze clandestine lo devono risolvere i libici

sabato 23 Giugno 19:18 - di

Il ministro della Difesa Elisabetta Trenta non ha dubbi: “Bisogna vedere bene di quale tratta di mare parliamo. Perché se noi parliamo della tratta di mare che è vicina alla Libia, che è stata delimitata e che noi chiamiamo area Sar, l’area di search and rescue, in quell’area è competente la Guardia Costiera libica, che tra l’altro è stata formata dalla nostra Guardia Costiera per svolgere questo compito e ha tutte le capacità in questo momento anche i mezzi per poterlo fare”. Lo ha affermato il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, su Sky TG24 in merito alle dichiarazioni dei ministri Matteo Salvini e Danilo Toninelli secondo cui la Guardia Costiera italiana deve intimare a tutte le navi nel Mediterraneo di non rivolgersi più all’Italia ma a Tripoli. ”Noi come Governo – ha proseguito – siamo disponibili e stiamo individuando anche la possibilità di donare altri mezzi, altro equipaggiamento per potenziare l’attività della Guardia Costiera libica, perché quello che è importante è che i libici siano in grado di controllare il proprio territorio e noi questo lo stiamo facendo, abbiamo tutta l’intenzione di rafforzarli in questa azione”. ”Quindi – ha concluso – nel momento in cui la nave in difficoltà si trova nelle acque libiche, qui non c’è niente di nuovo, sono i libici che devono intervenire”. Parlando dell’altra questione, il Niger, dove si ventilava che l’Italia avrebbe partecipato a una missione, il ministro della Difesa ha detto: “Il governo del Niger inizialmente ha espresso una richiesta per la presenza italiana. Poi c’è stato come un ripensamento. Quindi, noi in questo momento, stiamo attendendo che il governo nigerino confermi la richiesta degli italiani”. Lo ha affermato il ministro in merito alla domanda se alla Francia sia gradita una presenza italiana in Niger. “Io credo – ha proseguito – che la presenza italiana in quell’ area sia molto importante per quello che è il controllo dell’immigrazione, perché l’area nel Niger è una delle aree in cui avvengono tutti gli spostamenti”. E anche per l’uranio francese in Niger.

Commenti

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  • Pino1° 24 Giugno 2018

    Non preoccupiamoci più di tanto di quello che la francia può decidere se fa comodo a lei; preoccupiamoci di quello che noi italia possiamo fare sull’uranio che interessa la francia !
    Domanda: siamo proprio si curi che l’uranio non debba interessare anche NOI ?