Trapianti, dona l’utero alla gemella: il primo bimbo nascerà a Bologna

mercoledì 27 giugno 17:42 - di Redazione

Un complesso iter medico e chirurgico per consentire alla sorella gemella, nata senza utero a causa di una malformazione congenita, di esaudire il sogno di una vita: poter essere anche lei madre. Protagoniste una donna residente in Italia e la sorella che ha deciso di donarle il proprio utero. Un grande atto di amore concretizzatosi grazie anche al contributo di un team di medici internazionale composto da professionisti di fama mondiale. Il trapianto, infatti, è stata eseguito dall’equipe medica svedese di Mats Brännström, direttore della Clinica Stockholm Ivf (Gruppo Eugin) e pioniere della tecnica del trapianto di utero, presso l’università pediatrica di Belgrado nel mese di marzo 2017. Successivamente, è stato effettuato un trattamento di procreazione assistita con un embrione crioconservato della coppia che ha dato origine alla gravidanza. Per tutta la durata della gravidanza, che ha avuto un regolare decorso, la paziente è stata seguita da Luca Gianaroli, direttore scientifico del Sismer di Bologna, il centro di ricerca per la fecondazione assistita scelto direttamente da Brännström. Una conferenza stampa di presentazione del caso, fissata per le 15 di domani, annuncerà il caso come il primo al mondo.

Tecnica rivoluzionaria per il trapianto d’utero

Il trapianto d’utero è stato introdotto con successo come opzione di trattamento per le donne con sterilità assoluta da fattore uterino. Questa condizione colpisce circa il 3-5 per cento della popolazione generale femminile mondiale. Le cause possono essere molteplici, tra cui: l’assenza completa dell’utero (o sindrome di Mayer-Rokitansky-Küster-Hauser), la presenza di una malformazione uterina congenita complessa, l’asportazione dell’utero per patologie ginecologiche o ostetriche oppure l’esistenza di una patologia uterina acquisita severa (ad esempio adesioni intrauterine obliteranti la cavità) che comporti il fallimento dell’impianto ovvero un difetto di placentazione. Basandosi su un ampio background sperimentale su vari modelli animali, compresi i primati, il gruppo guidato da Brännström ha conseguito nel 2014 un rivoluzionario passo in avanti in questo campo, portando alla nascita in Svezia del primo bambino nato a seguito di trapianto d’utero da donatore vivente. Da allora grazie al team svedese sono nati 8 bambini.

Un successo italo-svedese

Secondo Brännström i trapianti di utero verranno effettuati anche al di fuori della sfera di ricerca entro pochi anni. «In futuro – afferma sul sito della Sahlgrenska Academy – questo metodo diventerà ancora più efficace e sarà una realtà clinica. Non sappiamo se avverrà in Svezia. Dal punto di vista medico, è completamente realistico che ciò avvenga nel giro di 5 anni, ma ci sono molte altre decisioni su cui non abbiamo alcun controllo». L’esperto stima che nel mondo siano stati effettuati fino a oggi oltre 20 trapianti di utero. Il team scandinavo ha in programma un progetto di chirurgia robotica da applicare su 10 casi, 5 solo quest’anno.

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