Stadio Roma, Caporilli scarcerato dopo le ammissioni davanti ai pm

giovedì 21 Giugno 17:07 - di
L'area del nuovo stadio della Roma dove l'avvocato Mezzacapo e Parnasi puntavano a far spostare la sede dell'Acea

È stato scarcerato, su decisione del gip Maria Paola Tomaselli, e si trova ai domiciliari Luca Caporilli, ex capo della Direzione progetti del gruppo Eurnova, arrestato con il presidente della holding, il costruttore Luca Parnasi nell’inchiesta sullo stadio della Roma per un’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione. Caporilli è stato ascoltato nei giorni scorsi dai pm Paolo Ielo e Barbara Zuin e ha scelto di parlare con gli inquirenti, facendo alcune importanti ammissioni. In particolare ha detto che considerava l’avvocato Luca Lanzalone, ex presidente di Acea molto vicino al M5S, il rappresentante del Comune nella trattativa sullo stadio. Il gip inoltre ha disposto il ritorno in libertà per l’ex assessore regionale Pd, Michele Civita, che era ai domiciliari e per il quale, comunque, è stato disposto l’obbligo di firma.

Parnasi, in carcere da mercoledì della scorsa settimana, si è dimesso da presidente di Eurnova, lasciando tutte le cariche sociali. Secondo quanto emerge da una informativa dei carabinieri, il costruttore esortava l’amministratore delegato di Banca Carige, Paolo Fiorentino, a far fare «qualcosa anche a Lanzalone, dagli 50… 30mila euro di consulenza… fagli fare una cazzata!». «Costruiamo questo rapporto tondo! Così quando è il momento..», era il piano del costruttore emerso dalle intercettazioni. Il dialogo, spiegano gli inquirenti, viene citato «al fine di evidenziare quale sia la finalità per cui Parnasi promette di affidare o fare affidare a Lanzalone degli incarichi» e che dimostra che «Parnasi promette di fare ottenere questi incarichi per acquisire la benevolenza del Presidente Acea e consulente del Comune di Roma».

Lo stesso telefono di Lanzalone è al vaglio degli inquirenti della procura di Roma, che stanno cercando di recuperare alcuni messaggi whatsapp che risultano cancellati e potrebbero essere utili ai fini delle indagini. Sul ruolo di Lanzalone si è soffermato davanti ai pm capitolini anche il direttore generale del Campidoglio Franco Giampaoletti. «Ha continuato a supportare il Comune nelle valutazioni tecnico amministrative sino al momento della procedura tecnica da seguire per l’approvazione della variante, cioè marzo-aprile 2018. Vi è stata una disponibilità dell’avvocato Lanzalone a continuare a dare supporto, sicché quando noi avevamo bisogno della sua presenza lui partecipava alle riunioni», ha detto Giampaoletti, spiegando che «si doveva decidere se procedere nelle forme ordinarie o in via d’urgenza. Mauro Baldissoni (dg della Roma, ndr.) suggeriva di seguire una procedura d’urgenza che avrebbe consentito una riduzione dei tempi per l’approvazione della variante. Io e i miei tecnici ritenevamo più corretto e opportuno seguire la procedura ordinaria e l’avvocato Lanzalone ha sostenuto la nostra tesi». «Io – ha proseguito il dg del Campidoglio – mi sono sempre relazionato con Lanzalone, riferendogli l’andamento della interlocuzione con i privati in relazione allo stadio, perché lo ritenevo una persona esperta. Mi sono confrontato con Luca Lanzalone anche su altre questioni che interessavano il Comune, ad esempio – ha concluso Giampaoletti – su Atac, per avere una sua opinione».

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