Retata di pedofili: nella galleria horror anche neonati. Tra i “mostri” un maestro di musica

28 Giu 2018 10:34 - di Monica Pucci
bimbo

Foto e immagini di minori e perfino di neonati, nell’archivio sequestrato a pedopornografi in tutta Italia, tra cui un maestro di musica, trovato in possesso di un’ingente quantità di materiale a sfondo sessuale, arrestato dagli operatori del compartimento polizia postale e delle comunicazioni Abruzzo di Pescara. La misura degli arresti domiciliari è stata emessa dal gip del Tribunale dell’Aquila. La polizia postale ha trovato nel suo pc più di mille file che ritraevano minori, anche in tenera età. La misura restrittiva è stata emessa dal gip Guendalina Buccella del Tribunale di L’Aquila, su richiesta del sostituto procuratore Roberta D’Avolio ed è stata eseguita dalla sezione cyber crime del compartimento polizia postale e delle comunicazioni Abruzzo di Pescara.La polizia postale aveva già eseguito a carico dell’uomo una perquisizione domiciliare durante la quale erano stati sequestrati supporti informatici. Dall’analisi del materiale è emersa la presenza di più di 1000 file che ritraevano minori, anche in tenera età, coinvolti in attività sessuali con adulti nonché una fotografia di una delle allieve del corso di musica. All’uomo è stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari con l’obbligo di non allontanarsi dalla propria abitazione senza autorizzazione dell’autorità giudiziaria e di non avere contatti telefonici o telematici con persone diverse dai familiari conviventi. «La misura coercitiva – spiega la polizia postale – si è resa necessaria per la spiccata inclinazione pedofila e per l’attività lavorativa dell’uomo, insegnante di musica sia presso una scuola che privatamente, con conseguente concreta e continua possibilità di entrare in contatto diretto con i minori al di fuori della sfera di controllo dei rispettivi genitori».
Ci sono anche abusi su neonati nei video pedopornografici sequestrati invece dalla polizia postale di Torino, che ha arrestato sei persone, tra le quali un assistente sociale in servizio in una sede Asl. L’uomo, 43 anni, lavorava nell’hinterland fiorentino a contatto con i bambini. Arrestato in flagranza durante una perquisizione della Procura di Torino, nel 2014 aveva patteggiato, sempre a Firenze, una condanna a 2 anni per reati analoghi. Nell’abitazione del 43enne sono stati sequestrati hard disk con un’ingente quantità di foto e video a carattere pedopornografico, oltre a chat erotiche. Oltre ai sei arresti, ci sono state 16 denunce, anche queste su tutto il territorio italiano. Le persone perquisite sono tutte italiane, esattamente come era italiana la lingua utilizzata nei commenti alle immagini pubblicate. L’attività di osservazione e di raccolta degli elementi probatori “è stata molto lunga soprattutto per le policy del gestore ostile a fornire informazioni sui propri iscritti”, si legge in una nota della questura di Torino. L’indagine ha fatto perno “sulle componenti comportamentali dei vari autori delle condotte delittuose nonché sull’attribuzione delle immagini condivise ai diversi profili, in modo da ottenere riscontri dalla successiva attività a carico dei soggetti indagati”.

Il tribunale del riesame di Torino ha intanto respinto la richiesta di scarcerazione del maresciallo della guardia di finanza (sospeso dal servizio) Antonio Russo, in forza al gruppo Aosta e arrestato il 7 giugno per detenzione di materiale pedopornografico. L’istanza era stata presentata dal suo avvocato, Davide Meloni. Nei giorni scorsi anche il gip di Torino gli aveva negato i domiciliari, chiesti nell’interrogatorio di garanzia del 12 giugno.

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