L’eredità dei governi di sinistra: oltre 70mila posti-letto spariti nel nulla

28 Giu 2018 18:17 - di Giovanni Trotta

“L’ingegneria istituzionale del Servizio sanitario nazionale ha concepito l’organizzazione del rapporto tra rete ospedaliera e territoriale attraverso un unico filo conduttore di programmazione, l’abbattimento della dotazione dei posti letto. Sono evaporati in 10 anni oltre 70 mila posti-letto, con conseguente crollo del rapporto con gli abitanti sotto la media europea, specie nelle regioni del Sud che nemmeno riescono a raggiungere lo standard nazionale nel vuoto di politiche attive per le cure primarie”. Lo denuncia Costantino Troise, segretario nazionale dell’Anaao-Assomed, nella sua relazione all’apertura, a Roma, del 24esimo Congresso nazionale del sindacato, incentrato sui temi della sostenibilità e capitale umano del Servizio sanitario nazionale. “L’allungamento delle liste di attesa e il sovraffollamento dei pronto soccorso sono divenuti luoghi simbolo del fallimento di politiche sanitarie recessive – afferma il segretario – sono un dramma quotidiano che cittadini e medici devono affrontare costretti su fronti opposti. L’ospedale è diventato un luogo dove è difficile entrare, ma ancora più difficile uscire”. Un punto nervo scoperto per Troise è quelle delle aziende sanitarie. “Il processo di aziendalizzazione è giunto al capolinea – sostiene – e continua per puro ordine di servizio. Un modello di governance concepito e organizzato a partecipazione professionale e responsabilità sociale assente, con le aziende sanitarie trasformate in Ogm dove l’adozione degli strumenti della gestione privatistica non ha migliorato né il saldo economico né la qualità del servizio reso”. In buona sostanza, secondo il segretario dell’Anaao “l’azienda sanitaria si è evoluta in un specie diversa, trasformandosi in un contenitore di anonimi fattori produttivi (i professionisti), costosi processi di produzione (le cure e l’assistenza) e consumatori sempre più esigenti (gli utenti), in un mix di costi in crescita e ricavi in diminuzione con bilanci che bisogna far quadrare comunque”. E i posti-letto diminuiscono.

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