Di Maio sposa la linea Trump: «Usiamo i dazi per proteggerci»

26 Giu 2018 15:10 - di Giuditta Boni

«Non sono per l’isolamento dell’Italia. Ma come Italia, con un sistema produttivo così particolare, dei prodotti così unici, non dobbiamo avere paura di affrontare il tema dei dazi per proteggerci e questo non vuol dire isolarsi». A dirlo è stato il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, nel corso dell’assemblea di Confartigianato. Per il vicepremier, la possibilità di introdurre dazi «significa cominciare ad aprire i rubinetti con Paesi che ci rispettano economicamente e rispettano le nostre specialità, ma chiudere i rubinetti con altri Paesi che non rispettano le nostre specialità e rappresentano una minaccia con i loro prodotti a basso costo».

Appena pochi giorni fa, in risposta alle politiche protezionistiche di Donald Trump, l’Europa ha introdotto contromisure che colpiscono alcuni prodotti statunitensi, dalle moto all’abbigliamento. Un braccio di ferro che continua e che oggi ha visto un nuovo intervento del presidente Usa: «Stiamo finendo il nostro studio sulle tariffe auto in arrivo dalla Ue. Alla fine i conti torneranno – ha avvertito Trump via Twitter – e non ci vorrà molto». Di contro, la commissaria europea al Commercio, Cecilia Malmstroem, ha ribadito che «non c’è nessun dialogo con gli Usa da quando hanno imposto i dazi su acciaio e alluminio, e per il momento non è prevista nessuna discussione». «Non vogliamo punire, ma questa è la infelice conseguenza perché ci devono essere conseguenze se non si rispettano le regole Wto. Uno degli obiettivi – ha aggiunto – è spingere le imprese Usa ad andare dal governo a dire “ehi, questo non è buono per l’ economia americana”, e questo è proprio quello che sta accadendo».

Il dibattito è aperto anche in Italia. Per il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, «è evidente che se cominciamo con i dazi e con le risposte, giustamente, da una parte e dall’altra, il mondo si riduce non a una società inclusiva e aperta, ma a qualcosa di molto più ridotto». Per il numero uno degli industriali italiani, «un Paese ad alta vocazione all’export come l’Italia, che non ha materie prime, chiaramente ha tutto da perdere in una dimensione del mondo che va verso questa direzione». Per il presidente di Assogestioni, Tommaso Corcos, invece, «il mercato si può rifocalizzare». «Il quadro internazionale è complicato da tutta una serie di discussioni che ci sono state a livello di Cina e dalla guerra di dazi che ha riguardato a più fasi l’America verso la Cina, l’America verso l’Europa, l’America verso il Canada e il Messico. Molte di queste negoziazioni sembrava fossero chiuse e ora le discussioni sono su ulteriori incrementi di dazi sulla Cina», ha sottolineato Corcos, per il quale «se questo fa parte, come e è auspicabile, di un compromesso, una forma negoziale, penso che il mercato possa tranquillamente rifocalizzarsi su un sentiero di crescita che c’è sia da un punto di vista di crescita economica, sia degli utili e dunque penso che il mercato potrebbe di nuovo allungare l’orizzonte temporale e non essere frenato da queste tensioni». «Tensioni poi si propagano anche in Europa, ma speriamo – ha concluso – che il vertice del 27 e 28 giugno si concluda con messaggi più positivi e rassicuranti. Manca poco, vediamo».

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