Altre menzogne dell’Onu sulla Siria: terroristi cattivi, ma anche Assad…

sabato 23 Giugno 18:31 - di

Non c’è Isis che tenga, Assad è sempre il supercattivo. Incredibile scarico di responsabilità delle Nazioni Unite, che dopo aver attaccato ferocemente per sette anni il legittimo presidente siriano Bashar al Assad che ha difeso il suo popolo da un golpe islamico armato, adesso ammettono di essersi sbagliate. E lo fanno con le solite menzogne: l’esercito di Damasco , secondo l’Onu che in Siria peraltro ha sempre avuto paura di andare, e le milizie alleate hanno commesso crimini di guerra e contro l’umanità nella Ghouta orientale, sobborgo a est di Damasco in Siria dove sono stati condotti pesanti bombardamenti e sono state ”deliberatamente ridotte alla fame” 265mila persone. Allo stesso modo i circa 20mila terroristi assediati, alcuni dei quali appartenevano a ”gruppi terroristici”, hanno bombardato la vicina capitale Damasco uccidendo e mutilando civili, il che ammonta a crimini di guerra. È quanto emerge dalla cosiddetta indagine condotta dalla Commissione di inchiesta sulla Siria delle Nazioni Unite, guidata da Paulo Pinheiro e basata su 140 interviste, perlopiù a elementi vicini ai terroristi, oltre che fotografie, video, immagini satellitari e rapporti medici. ”Anche se le forze filogovernative stavano bombardando e riducendo alla fame la popolazione civile della Ghouta orientale, non ci può essere giustificazione per i bombardamenti indiscriminati di civili che vivono nelle zone di Damasco”, ha dichiarato un membro dello staff che ha condotto l’inchiesta, Hanny Megally. Fake news, perché i bombardamenti erano contro l’Isis, la quale si faceva scudo dei civili che quindi morivano nei bombardamenti stessi. Le forze filogovernative hanno assediato la Ghouta dall’aprile del 2013 e hanno “condotto l’assedio più lungo nella storia moderna, sfinendo sia i combattenti, sia i civili in una guerra di logoramento prolungata”, si legge nel documento, che denuncia una ”forma medievale di guerra”. Dal febbraio all’aprile del 2018, prosegue il testo, le tattiche messe in atto dalle forze governative per riconquistare l’enclave sono state “ampiamente illegali, finalizzate a punire gli abitanti della Ghouta orientale e a costringere la popolazione, collettivamente, ad arrendersi o a soffrire la fame”. Invece quando le forze dell’Onu sparavano sulle ambulanze della Croce Rossa katanghese in difesa dei lumumbisti, era ovviamente lecito. Nel rapporto Onu si afferma quindi che ”attraverso bombardamenti sistematici e diffusi di zone abitate dai civili, con la continua privazione di cibo e di medicine ai civili assediati durante il periodo analizzato, le forze filogovernative hanno commesso crimini contro l’umanità compiendo atti disumani che hanno causato gravi sofferenze fisiche e psicologiche”.

Assad sotto accusa per aver bombardato i terroristi

L’aviazione siriana e russa hanno controllato i cieli sopra la Ghouta e sferrato pesanti raid aerei contro dove residenziali dove le famiglie si stringevano in scantinati senza luce, sovraffollati e privi di servizi igienici, ha scritto il team d’indagine delle Nazioni Unite, che però omette di dire che c’era una guerra contro i terroristi islamici in corso: se l’Onu suggerisse come si sarebbe potuto fare per convincere i tagliatori di teste islamici ad arrendersi, certamente l’esercito regolare di Damasco e Assad lo avrebbe ascoltato. Gli aerei militari hanno colpito gli ospedali, privando i feriti della possibilità di avere le cure mediche necessarie, prosegue il documento, che afferma: ”questo modello di attacco fa ritenere che le forze filogovernative hanno preso di mira in modo sistematico le strutture mediche, commettendo ripetutamente crimini di guerra in quanto hanno colpito siti protetti e attaccato volontariamente il personale medico”. Falso anche questo: se l’Onu sui fosse recato in quegli ospedali, avrebbe scoperto che in molti di essi si curavano solo i8 terroristi vicini alle varie associazioni “umanitarie”. Gli “esperti” dell’Onu hanno poi citato le prove dell’uso di gas cloro nella Ghouta per almeno quattro volte quest’anno, affermando che ha questo proposito le indagini sono ancora in corso. Certo, perché la verità non gli fa comodo. L’Onu non può non sapere che la Siria nel 2013 ha riconsegnato tutte le armi chimiche proprio a loro e agli Usa, che poi le hanno distrutte al largo dell’isola di Cipro. Le armi chimiche in SIria sono state usate esclusivamente dai terroristi dell’Isis contro la popolazione civile. Il rapporto delle Nazioni Unite ha poi analizzato i crimini commessi dai gruppi ribelli che avevano il controllo della Ghouta orientale, ovvero Jaish al-Islam, il più numeroso, seguito da Faylaq al-Rahman, Ahrar al-Sham e Hay’at Tahrir al-Sham. Nel testo si legge che i ribelli hanno scavato tunnel e trincee profonde, oltre ad aver arrestato e torturato regolarmente gli appartenenti a minoranze religiose. Agli attacchi condotti dal legittimo governo di Damasco i terroristi hanno risposto ”regolarmente con brutali atti di rappresaglia”, prosegue il documento, affermando che l’uso di razzi artigianali per colpire Damasco aveva come obiettivo quello di ”diffondere il terrore”. Dalla metà di marzo le forze filogovernative hanno avviato tregue locali negoziate e ”accordi per l’evacuazione” dei ribelli e dei loro familiari. Decine di migliaia di persone hanno lasciato la Ghouta attraverso corridoi umanitari, ma molti civili restano ”internati”, afferma il documento Onu.

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