Vietato criticare l’Ue: YouTube censura il video della band di CasaPound

26 Mag 2018 12:44 - di Valeria Gelsi

Criticare la Ue? Per Youtube è come incitare al terrorismo o propagandare materiale pornografico. Roba su cui abbattere la pesante mannaia della censura, insomma. A sollevare il velo su come, ancora una volta, i colossi del web si pieghino ai diktat del “politicamente corretto” è il caso del video F*ck Ue (così in originale, ndr) del gruppo rock indipendente Bronson. Il video, online da un paio d’anni, durante i quali aveva ampiamente superato la quota delle 500mila visualizzazioni, è stato prima rimosso e poi, dopo il ricorso della band, riammesso, ma con il divieto di visualizzazione per i minori di 18 anni. Come fosse un filmato pornografico o estremamente violento.

In realtà nel video e nel testo della canzone non appare nulla di idoneo a sconvolgere gli animi dei ragazzi più giovani. E, semmai, le sole a porterne uscire turbate potrebbero essere le burocrazie e le cancellerie europee. La band, che proviene dall’area politica di CasaPound, prende di mira loro, accusandole di un furto delle sovranità nazionali contro cui si auspica uno scatto di orgoglio dei popoli. Nulla di più facile, comunque, che a far scattare la macchina della censura sia stata proprio l’appartenenza politica dei componenti del gruppo: lo stesso staff di Youtube, in una lettera agli amministratori della pagina ufficiale dei Bronson, ha spiegato che il procedimento sanzionatorio si è messo in moto dopo una segnalazione. Non è sorprendente per i social, dove quotidianamente si consumano battaglie politiche all’insegna della delazione anche gratuita. Ciò che lascia più stupiti è, invece, la reazione della piattaforma, che ha ritenuto di entrare così a gamba tesa in una questione che, in fin dei conti e in assenza di contenuti offensivi, attiene alla libertà di espressione di legittime opinioni politiche.

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«Se opportuno Youtube blocca i contenuti per conformità con le leggi locali», si legge nella prima email di Youtube inviata ai Bronson e nella quale è allegata una lunga lista di Paesi, una trentina, le cui leggi sarebbero state violate da quella critica all’Ue e alle sue burocrazie. Nella seconda lettera, quella seguita al ricorso, non si fa più alcun riferimento alle leggi e, anzi, si specifica che il video «non viola» nemmeno «le norme della community». Insomma, avrebbe tutti i requisiti per essere ricaricato online in chiaro. O, almeno, li avrebbe se Youtube non avesse deciso che è vietato criticare la Ue, unica spiegazione possibile a ciò che viene scritto dopo: «Dopo aver riesaminato il tuo video Bronson – F*uck Ue (Official video), abbiamo deciso che, sebbene non violi le norme della community, potrebbe non essere appropriato per tutti i segmenti di pubblico». Per questo, chiarisce ancora Youtube, «è stato applicato un limite di età». Ed è così che il video è di fatto diventano inaccessibile sulla pagina dei Bronson, sebbene non del tutto sul web: il video è ancora visibile su Facebook e, ribellandosi alla censura arrivata dall’alto, singoli utenti lo hanno ricaricato, rendendolo nuovamente fruibile anche su Youtube.

Commenti

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  • Giuseppe Forconi 27 Maggio 2018

    Ne tanto meno criticarli per quello che stanno facendo all’Italia.

  • Giuseppe Forconi 27 Maggio 2018

    Non mi permetterei mai di criticarli, dando loro del ladro.

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