Urbano Barberini: «Chi ha rotto il dito di Santa Bibiana trasporti materassi»

5 Mag 2018 16:59 - di Fortunata Cerri

«Per quel dito rotto Papa Urbano VIII si sarebbe infuriato e il Bernini sarebbe diventato anche lui una furia. Non oso pensare cosa avrebbe fatto il mio avo a chi avesse procurato un danno simile». A parlare così è Urbano Barberini, per la precisione Urbano Riario Sforza Barberini Colonna di Sciarra, XI principe di Carbognano. Urbano Barberini è infatti discendente di quel Maffeo Vincenzo Barberini innalzato al soglio pontificio come 235esimo Papa della Chiesa Cattolica nel 1623, che si scelse appunto il nome di Urbano. Da neo pontefice Urbano VIII commissionò a Gian Lorenzo Bernini la statua di Santa Bibiana per la chiesa omonima, statua che l’artista, massimo protagonista della cultura figurativa barocca, realizzò tra il 1624 ed il 1626. Nei giorni scorsi la statua, mentre veniva ricollocata nella “sua” chiesa, al termine di un intervento di restauro che era seguito all’esposizione in un’altra sede, ha subito un incidente che ha causato il distacco dell’anulare della mano destra.

Santa Bibiana e il restauro della mano

La vicenda si è conclusa con il restauro della mano, “perfetto” e “impercettibile” secondo la Soprintendenza Speciale di Roma Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, e Urbano Barberini si dice «contento che sia finita bene ma sarebbe stato meglio se la statua non avesse avuto bisogno di questo intervento». «Chi l’ha spostata e nel farlo ha provocato questo danno sarebbe bene che in futuro si occupasse di pupazzi di gomma, materassi, pneumatici, certo non di statue, in generale di opere che rappresentano la grandezza dell’arte italiana. Per trasportare qualcosa di valore eccezionale servono abilità e cautela eccezionali, evidentemente così non è stato. Spero che cose del genere non accadano mai più».

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