Tensione Israele-Turchia: perquisiti e umiliati i rispettivi ambasciatori

16 Mag 2018 15:06 - di Redazione

Dopo i sanguinosi scontri al confine israeliano tra miliziani di Hamas e soldati israeliani, si scatena l’offensiva diplomatica contro Israele. Gli ambasciatori palestinesi in Romania, Repubblica Ceca, Ungheria e Austria sono stati richiamati per consultazioni dopo che gli ambasciatori di questi Paesi hanno partecipato a un ricevimento organizzato dal ministero degli Esteri israeliano domenica scorsa per celebrare il trasferimento dell’ambasciata Usa da Tel Aviv a Gerusalemme. In un comunicato, il ministero degli Esteri del governo dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) ha definito questo episodio “una grave violazione del diritto internazionale e delle numerose risoluzioni Onu che affermano che la città di Gerusalemme è territorio occupato dal 1967 e impediscono ai Paesi di trasferirvi le proprie ambasciate”. “Questa convocazione mira a consultarci con i nostri ambasciatori in questi Paesi sulle posizioni di questi ultimi e sul loro rispetto delle posizioni Ue”, afferma il comunicato della diplomazia palestinese, che sottolinea la sua “grande stima per il rispetto dato dalla maggior parte dei Paesi dell’Ue al diritto internazionale e alle risoluzioni Onu relative alla causa palestinese”. Ieri il ministero degli Esteri palestinese aveva richiamato anche il suo ambasciatore a Washington in segno di protesta per l’inaugurazione dell’ambasciata Usa a Gerusalemme.

Continua inoltre a rimanere alta la tensione fra Israele e Turchia. Invitato a lasciare il Paese, l’ambasciatore israeliano in Turchia Eitan Naeh è stato perquisito all’aeroporto davanti alle telecamere convocate per l’occasione, in quello che la stampa israeliana descrive come una “umiliazione”. Il ministero degli Esteri israeliano ha convocato per protesta il più alto diplomatico turco rimasto nello stato ebraico, il numero due dell’ambasciata a Tel Aviv, Umut Deniz. Naeh, invitato ieri a lasciare la Turchia, è stato sottoposto oggi a minuziosi controlli in aeroporto, con le telecamere dei media che lo riprendevano mentre il personale di sicurezza gli chiedeva di levarsi la giacca e le scarpe e gli tastava il corpo. “È stata una umiliazione intenzionale, i giornalisti sono stati invitati all’aeroporto e fatti entrare nell’area dei controlli della Turkish airlines”, ha riferito un funzionario israeliano al sito Ynet. Israele ha subito replicato: perquisizione davanti ai media per l’incaricato d’affari turco a Tel Aviv. Così il ministero degli Esteri israeliano ha risposto alla “umiliazione” del proprio ambasciatore Eitan Naeh, sottoposto stamane a severi controllo di sicurezza in aeroporto di fronte ai media turchi appositamente convocati, dopo che ieri gli era stato chiesto di lasciare il Paese. ”L’incaricato d’affari turco a Tel Aviv è stato convocato per una ramanzina”, ha annunciato il ministero degli Esteri israeliano, comunicando ai giornalisti l’ora esatta e il cancello d’ingresso dove era atteso il diplomatico Umut Deniz. Quando l’incaricato d’affari è arrivato, le guardie di sicurezza hanno esaminato il suo passaporto e le credenziali diplomatiche, sottoponendolo poi a una attenta perquisizione. Infine, si è appreso che il ministero degli Esteri di Ankara ha invitato il console israeliano a Istanbul, Yossi Levi Sfari, a lasciare “per un certo periodo” il territorio turco. Lo riferisce stamani l’agenzia di stampa ufficiale turca Anadolu dopo che al console generale turco a Gerusalemme, Husnu Gurcan Turkoglu, è stato chiesto di “ritornare nel suo Paese” in risposta alla decisione della Turchia di chiedere all’ambasciatore israeliano ad Ankara, Eitan Naeh, di lasciare “per un certo periodo” il Paese. Le espulsioni di fatto giungono nel pieno della tensione diplomatica per il bagno di sangue a Gaza.

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