Si riaprono i giochi. Salvini e Di Maio calano il jolly: governo politico “largo”

30 Mag 2018 9:48 - di Gabriele Alberti

Dopo il cortocircuito istituzionale potrebbe profilarsi un’inversione a U del Quirinale: si ricomincia da Lega e M5S. Gli ultimi rumors scommettono sul governo politico Salvini-Di Maio per uscire dall’impasse attuale e scongiurare un voto anticipato. I contatti tra le due forze politiche sarebbero costanti e, a quanto apprende l’Adnkronos da fonti parlamentari M5S, si starebbe lavorando alla riproposizione dello schema (già sottoposto al Quirinale) che vede il professor Giuseppe Conte -intercettato dal Tg di La 7 vicino Montecitorio – nelle vesti di premier di un governo politico sostenuto da M5S e Lega. Oppure Giorgetti inquilino di Palazzo Chigi. Si riapre tutto. Con Fratelli d’Italia disponibile a collaborare in modo forte.

La svolta – andando per ordine- è stata impressa dal “no” all’impeachment dettato da Matteo Salvini e accettato da Di Maio, nell’ottica di una ricomposizione della frattura che si era verificata con il Quirinale. Da più fonti risulta che dal Quirinale siano stati ricontattati Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Il primo dei quali da Napoli ha fatto sapere che «fermo restando la volontà di andare a votare il prima possibile, resta la disponibilità a collaborare con il presidente Mattarella mantenendo una posizione coerente ma collaborativa per riuscire a risolvere quella che è l’attuale crisi che stiamo vivendo».

Dopo tre giorni di caos istituzionale, Sergio Mattarella si sarebbe reso conto che il no al governo di Lega e M5s, anziché «salvare i risparmiatori italiani» ha gettato il Paese sull’orlo dell’incertezza e ancor più sotto attacco dei famigerati mercati. Sulle motivazioni e i convincimenti non è dato sapere, resta il fatto che le strade a questo punto sono due: che si compia la farsa del governo Cottarelli che potrebbe non essere ancora finita, secondo il quirinalista del Corriere della Sera Marzio Breda. Mattarella vorrebbe evitare l’incognita di un voto a luglio o agosto, che si renderebbe obbligatorio in caso di sfiducia – ormai certa- a Cottarelli e conseguente scioglimento delle camere. Ecco che la via più logica, credibile e rispettosa dell’esito delle urne è ritornare all’ipotesi di “governo politico”, con contatti già avviati e ipotesi che si rincorrono – da Salvini o Giorgetti premier, incarico al centrodestra o di nuovo M5s-Lega, con Fratelli d’Italia  disponibile a entrare nella maggioranza. C’è un’altra via ventilata dal Quirinale, secondo Breda sul Corriere: avanti con Cottarelli premier, ma “costretto” in qualche modo a chiedere una “fiducia tecnica” in Parlamento: Mattarella «avrebbe suggerito a Cottarelli di sminarsi la strada e chiedere alle Camere almeno una fiducia tecnica», per «potere mettere in cantiere una legge di bilancio leggera e permettere il voto subito dopo, a ottobre».

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

  • Ninì 30 Maggio 2018

    La prego Presidente,scongiuri una nuova elezione,può anche portare AL NULLA DI FATTO,facciamo un passo indietro,calmiamo gli animi e partiamo con il governo.Saremo tutti più attenti e vigili.Grazie

  • SUGERITI DA TABOOLA