“Odio il cellulare di mia madre”: il tema di un bimbo di 7 anni apre un caso

27 Mag 2018 11:58 - di Adriana De Conto

Seconda elementare, temino in classe, ecco cosa scrive un bambino, diventatato subito un caso: “Odio i telefoni perché i miei genitori ci passano tutto il giorno. Odio lo smartphone di mia mamma vorrei che non lo avesse mai comprato”. Questa frase è scritta a matita con una grafia incerta nel tema di un bimbo che frequenta la seconda elementare di una scuola in Lousiana, negli Stati Uniti. Il piccolo studente doveva rispondere a una domanda: “Cosa vorresti che non fosse mai stato inventato?“. La risposta del piccolo è a suo modo drammatica.  A postare l’elaborato infatti è stata la stessa insegnante, Jen Beason, sul suo profilo Facebook con l’hashtag #listentoyourkids: “ascoltate i vostri bambini”. Già. l’ascolto. Un’emergenza.

Il compito del piccolo è corredato da un disegno: un cellulare  sbarrato da una grande X e a fianco una faccina che pronuncerebbe “Lo odio”. La maestra ha detto che questo bambino non è l’unico ad aver scelto proprio il telefonino come invenzione da bocciare. Su 21 studenti quattro hanno ammesso di odiare il cellulare.

Il post della maestra  in poche ore è stato condiviso da 260mila utenti. Ironia della sorte, spesso sono i genitori e gli adulti in genere a bacchettare i figli per l’abuso del telefonino a tavola, in classe. In realtà, l’esempio negativo proverrebbe dal mondo degli adulti.  Tra l’altro secondo uno studio inglese, condotto nel 2017 da Digital Awareness UK e dalla Headmasters and Headmistresses Conference, più di un ragazzo su tre ha chiesto alla madre e al padre di limitare l’uso del cellulare. Il 14% ha dichiarato che i genitori continuano a controllarlo anche durante i pasti. Il 22% crede che l’uso dei cellulari abbia impedito alle famiglie di godersi il tempo trascorso insieme. Ma solo il 10% delle madri e dei padri è consapevole di quello che pensano i figli sul loro modo di usare il telefono, anche se quasi la metà ammette di passare troppo tempo online. Insomma: l’uso smodato del cellulare e dei rapporti umani è un capitolo da rivedere sensibilmente. Ascoltando i bambini, possibilmente.

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