Napoli, dottoressa aggredita al pronto soccorso con pugni e schiaffi

21 Mag 2018 18:31 - di Redazione

Nuovo caso di aggressione ai danni di un medico nel Napoletano. Secondo quanto denuncia la Asl Napoli 2 Nord, sabato scorso una dottoressa di 32 anni è stata aggredita nel pronto soccorso di Giugliano intorno alle ore 20 da un accompagnatore di una paziente arrivata in codice giallo. A scatenare l’aggressione, secondo la ricostruzione della Asl, sarebbero state «le inascoltate richieste rivolte ai familiari dell’ammalata di lasciare il box di soccorso per poter visitare e prendersi cura in modo adeguato della paziente. La reazione dei familiari è stata violenta e un familiare ha percosso al viso la dottoressa». La dottoressa aggredita al pronto soccorso di Giugliano è specializzata in medicina interna ed è stata assunta a gennaio scorso, classificandosi tra i primi dieci al concorso di Medicina d’urgenza indetto dall’Azienda sanitaria. Proprio la settimana scorsa l’Asl aveva avviato una campagna di comunicazione contro la violenza sugli operatori, avente per oggetto i visi degli operatori e la loro esperienza nella gestione dell’emergenza. La dottoressa aggredita aveva partecipato alla campagna, prestando la propria immagine.

Dottoressa aggredita, la solidarietà dei colleghi

Antonio d’Amore, direttore generale dell’Asl Napoli 2 Nord, spiega che «la violenza sugli operatori sanitari è ormai quotidiana, ma non dobbiamo smettere di denunciare ogni episodio e di stringerci accanto a chi la subisce. Non c’è nessuna giustificazione a comportamenti simili. Da mesi stiamo cercando di arginare il fenomeno con scelte organizzative, architettoniche, una formazione specifica, attività di comunicazione, il supporto di psicologi e richieste di incontri in prefettura». D’Amore annuncia la richiesta al questore «di intensificare l’attività di prevenzione della Polizia in favore dei nostri servizi di emergenza. Mercoledì prossimo – aggiunge – incontreremo i sindacati per discutere nuovamente del problema. Nei prossimi giorni, inoltre, incontrerò la collega aggredita per esprimerle la vicinanza dell’azienda».

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