«Mi sono rotto il c… della Casellati»: vergogna sul palco del Concertone

2 Mag 2018 9:43 - di Gabriele Alberti

La sinistra il nemico deve cercarselo a forza. Costi quel che costi. E da un po’ il nemico l’hanno trovato (non si sa perché) nella Casellati. In un cotesto di parolacce e dito medio alzato,  il Concertone del Primo Maggio ha ripercorso la strada dell’insulto grazie allo Stato Sociale, la band bolognese tanto coccolata a Sanremo. «Mi sono rotto il cazzo della legge elettorale, di Maria Elisabetta Alberti Casellati, di Giacinto della Cananea, di Luca Cordero di Montezemolo: prima dei vitalizi sarebbe giusto tagliare i vostri cognomi, mi sono rotto il cazzo che difendiamo i confini, odiamo i neri e amiamo i gattini, della spesa militare, che è sempre colpa degli immigrati, che mia mamma dopo trent’anni a Bologna è sempre “la marocchina”».  Tre anni fa il gruppo bolognese era stato censurato proprio per questo brano nel concerto di piazza San Giovanni. Martedì invece in piazza san Giovanni In Laterano, a Roma, nella kermesse promossa da Cgil, Cisl e Uil, il brano ha avuto il via libera, proposto e rimaneggiato per l’occasione con il  titolo Mi sono rotto il cazzo. Inopinatamente e stupidamente è stata messa in mezzo Elisabetta Casellati, la presidente del Senato, ancora una volta in modo del tutto idiota, per il cognome che porta, troppo lungo (ma che idiozia è?). Già, lo stesso delirio che poche settimane fa era comparso sull’Espresso: stesso bersaglio, stesso motivo, il cognome. La Casellati è anzitutto rea di usare il doppio cognome, assumendo anche quello del marito. E per il settimanale l’Espresso questo rappresenta  un uso retrivo, «come nel Pleistocene». Il tutto senza che né allora, nè oggi, una femminista che è una si sia sentita in dovere di difendere una donna. Certo, Elisabetta Casellati  non viene giudicata per il suo profilo personale e politico di assoluta serietà bensì solo come portatrice del doppio cognome con l’aggravante di essere una fedelissima di Berlusconi.

Commenti

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  • marco eletti 3 Maggio 2018

    credo che sono lo zio Benito potrebbe sistemare le cose in questa italiota di serie infima e rossa. altroché

  • giancarlo 3 Maggio 2018

    Fascismo! e poi Fascismo ed ancora Fascismo!!!!!!!!!!!!!!!!

  • Mauro 3 Maggio 2018

    Io mi sono rotto il c……. di Fiano, Boldrini, Kienghe, Di Maio, Serracchiani, Boschi, e la maggior parte degli immigrati e di questi cantanti da 4 soldi.

  • Antony36 3 Maggio 2018

    Purtroppo, questo è il risultato del lavoro della sinistra comunista e oltre: per anni hanno incitato gli italiani, e specialmente i giovani, a lottare contro le istituzioni, contro le leggi e contro ogni ordinamento. A questi, e solo a questi, è consentito dire e fare quello che vogliono. E le Istituzioni stanno a guardare, purché non si tocchino la sinistra, i magistrati, il capo dello Stato.
    Offendono la neo Presidente del Senato? Nessuno se ne accorge; ma se avessero osato solo nominare la … ex presidenta della Camera, tutte le armate democratiche avrebbero manifestato e invaso le nostre piazze! Siamo sotto scacco dei centri sociali che abbiamo lasciato consolidarsi e vivere alla grande (con i soldi di chi?), dentro i quali si nascondono pure figli di magistrati (pardon, non possiamo dirlo!) e che costituiscono il braccio armato di estremismi sinistrorsi!

  • GIOVANNI TAGLIAFERRI 3 Maggio 2018

    Con la marmaglia comunista, figlia dei partigiani assassini,bisognerà regolare definitivamente i conti ancora in sospeso!

  • amerigo 3 Maggio 2018

    Al sottoscritto, questi “poeti rustici” hanno fatta venire l’orchite, parlando forbito . . .

  • giulio 3 Maggio 2018

    La base culturale della sinistra è l’odio, la base della destra sono i valori

  • Giacomo Z 3 Maggio 2018

    A Sanremo non ricordo tanta furia…….ah già ma lì si doveva guadagnare fior di soldoni……….Ancora loro: Comunisti col Rolex!!
    Deboli con i forti, forti con i deboli. Mi fate schifo. E mi avete pure rotto il c…..

  • gilberto 3 Maggio 2018

    canzone stupida di gente stupida che sa solo odiare e a cui si permette di sputare il proprio odio a nostre spese: e’ necessario resettare innanzitutto l’educazione e il rispetto cicile.

  • Aldo Barbaro 3 Maggio 2018

    Bisogna rispolverare il detto:”mazze e panelli fanno i figli belli”t

  • Maurizio Turoli 3 Maggio 2018

    La dittatura, diceva Malaparte, è quel regimenin cui tutto quel che non è proibito è obbligatorio.
    Gli stato Sociale, che i benpensanti volovano vincitore a San Remo, sono la speudo avangurdia culturale dei Fiao, Boldrini, Grasso e compagni che con la scusaella libertaà di pensiero (loro) vogliono uccedere lalibertà giuridica dei dittadini

  • Franco COSTANTINI 2 Maggio 2018

    La RAI con i miei soldi paga questa gente. Se c’ è uno che si è rotto il c…. quello sono io.

    • federico barbarossa 3 Maggio 2018

      mi piace!

  • 2 Maggio 2018

    Perdonami Giorgio……io oserei dire che solo nei paesi con troppa libertà e democrazia è permesso offendere, delinquere, spacciare, assassinare, picchiare donne poliziotti anziani ed indifesi, entrare liberamente da clandestino, rubare i fondi destinati alla ricerca ai terremotati diventare addirittura onorevoli e via dicendo altro che il sogno americano, l’america si trova proprio qui in Italia dove tutto è permesso dove tutto è possibile……forse, in Italia c’è troppa libertà, questo è il vero problema, troppa libertà

    • Pino1° 3 Maggio 2018

      Condivido stille di saggezza !

  • Giuseppe Tolu 2 Maggio 2018

    Tutto è permesso a questi delinquenti, tutto è normale, e quante indignazioni per il compagno Napolitano (che comunque non condivido). Poi fanno pure i moralisti

  • GIORGIO 2 Maggio 2018

    solo in paesi incivili si vedono e si sentono cose del genere. Mi fanno vergognare di essere italiano. Quanta feccia !!!!!

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