Lotta alla n’drangheta, parte l’operazione “vacche sacre”

24 Mag 2018 18:04 - di Redazione

Sono stati 105 i bovini vaganti catturati, in 16 diversi interventi, nell’ambito del piano di contrasto al cosiddetto fenomeno delle vacche sacre nel reggino. ”La strategia elaborata si è rivelata vincente perché fondata sull’adozione di un coordinato piano di azione, condiviso dai diversi attori istituzionali coinvolti e messo a punto attraverso una serie di riunioni alle quali sono stati invitati a partecipare anche i sindaci interessati”, ha detto il prefetto di Reggio Calabria, Michele di Bari, nel corso di una conferenza stampa per illustrare i risultati nelle attività di contrasto al fenomeno delle cosiddette ”vacche sacre”. Fin dal settembre 2017, in occasione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica tenutosi a Cittanova, è stata avviata la definizione di un apposito piano di contrasto da cui sono scaturite le operazioni nei territori maggiormente interessati dal fenomeno, soprattutto nelle zone di Terranova Sappo Minulio, Cittanova e Molochio. Unità interforze, integrate da personale della polizia metropolitana, da veterinari della locale azienda sanitaria e da esperti messi a disposizione dall’Ente Parco Nazionale Aspromonte, hanno ad oggi effettuato 16 interventi, consentendo la cattura con narcosi e il controllo di 105 bovini, senza alcun segno distintivo. “Secondo quanto previsto dalla vigente normativa, gli animali, non identificabili né rintracciabili – osserva la prefettura di Reggio Calabria – sono stati successivamente abbattuti sotto il controllo veterinario, sulla base di una valutazione dello stato sanitario e dei rischi per la sicurezza alimentare. Importante, al riguardo, è stata la assistenza prestata dal Servizio veterinario dell’Asp durante tutte le fasi delle operazioni, per assicurare il rispetto delle procedure atte a garantire il benessere degli animali”. Nel suo intervento, il prefetto ha ribadito che la strategia di contrasto messa a punto è stata elaborata nel più rigoroso rispetto della normativa nazionale e comunitaria che disciplina le procedure di sicurezza alimentare, il sistema di identificazione e registrazione dei bovini, nonché la profilassi e la prevenzione del rischio sanitario. Tale aspetto è stato anche rimarcato dal presidente dell’Ente Parco, che ha evidenziato ”l’intelligenza dell’operazione”, parlando di un ”protocollo scientifico, perfettamente inscritto nella cornice giuridica di riferimento”. Grande soddisfazione è stata espressa dai sindaci di Cittanova, Molochio e Terranova Sappo Minulio. ”I servizi interforze effettuati – ha concluso di Bari – hanno conseguito risultati lusinghieri non solo sotto il profilo sanitario, ma anche in termini di un efficace contrasto alla criminalità organizzata, reprimendo un fenomeno che è divenuto, nel tempo, un emblema delle prevaricazioni esercitate da famiglie di ‘ndrangheta’‘.

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