La verità sulla morte di Sana: «È stata strangolata, le hanno rotto l’osso del collo»

9 Mag 2018 10:59 - di Redazione

Sana Cheema, la giovane italo-pakistana morta il 18 aprile in Pakistan, in una vicenda di sospetto  delitto d’onore, è stata strangolata: è quanto si evince dai risultati dell’autopsia realizzata dal Laboratorio forense del Punjab. L’autopsia dei medici pakistani mostra che «l’osso del collo è stato rotto», indizio che orienta verso un decesso per strangolamento. La giovane donna era stata sepolta il 18 aprile, in tutta fretta, dalla famiglia, che sosteneva che Sana fosse morta in un incidente. A riferire la notizia della morte per strangolamento sono i media pakistani che citano il rapporto dell’autopsia.

Sana rifiutava il matrimonio combinato

La 25enne cittadina italiana aveva lasciato Brescia, dove era cresciuta, a novembre, e non voleva accettare il matrimonio che il padre aveva combinato per lei. È stato proprio il medico ad accusare i familiari più stretti della ragazza, fa sapere il segretario della comunità pakistana in Italia. In un primo momento era stata diffusa la notizia che Sana era stata sgozzata dai parenti. Poi in Pakistan la vicenda era stata chiusa come morte per infarto. Ora arrivano i risultati dell’autopsia. La procura di Brescia ha aperto un’inchiesta, al momento senza ipotesi di reato e neppure indagati, affidata al sostituto procuratore Ambrogio Cassiani.  Il padre della ragazza, Ghulam Mustafa, il fratello Adnan Mustafa e lo zio Mazhar Iqbal sono in arresto già da alcune settimane. Anche la polizia pakistana ritiene il padre responsabile dell’omicidio della figlia che avrebbe rifiutato di sposare un parente. Di qui la decisione di uccidere la donna il giorno prima che tornasse a vivere a Brescia.

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