Ignobile farsa dell’Ucraina con morti e risorti per infangare la Russia (video)

31 Mag 2018 18:10 - di Antonio Pannullo

Una ignobile farsa. Indigna la messa in scena dell’Ucraina per diffamare la Russia: i servizi segreti ucraini, la Sbu, hanno inscenato addirittura una finta morte e relativa resurrezione pur di gettare fango sulla Russia e sulla sua politica. I fatti sono questi: tale Arkady Babchenko, giornalista russo “in esilio” in Ucraina perché profondamente anti-Putin, dato per morto ammazzato dai russi ieri, è ancora vivo. Babchenko è infatti apparso in una conferenza stampa trasmessa dalla televisione ucraina insieme al direttore dei servizi di sicurezza dell’Sbu che ha spiegato che la messa in scena dell’assassinio era stata organizzata per “smascherare” fantomatici agenti segreti russi e i loro complotti contro questo pericolosssisimo giornalista del quale nessuno ha mai sentito parlare e del quale probabilmente Vladimir Putin ignora del tutto l’esistenza. La moglie, non si sa se d’accordo con i servizi ucraini, aveva denunciato l’uccisione del marito, colpito da proiettili d’arma da fuoco alla schiena nella loro casa di Kiev. Abbiamo visto le immagini della tv urciana con ambulanze, polizia, grande spiegamento di uomin i sotto la casa del giornalista libertario. Peccato che non era vero nulla.

Che fosse un piano preordinato per diffamare Mosca è apparso evidente sini dalle prime dichiarazioni del governo ucraino dopo la farsa: il primo ministro ucraino Volodymyr Groysman ha infatti subito accusato la Russia di essere dietro l’omicidio del giornalista e dissidente russo Arkady Babchenko, trovato morto ieri a Kiev. “Sono sicuro che la macchina totalitaria russa non gli abbia perdonato la sua onestà e la sua posizione di principio”, ha scritto il primo ministro su Facebook. Noto, non si sa a chi, per le posizione critiche nei confronti del Cremlino, Babchenko è stato ucciso a colpi di arma da fuoco fuori dal suo appartamento. L’Ucraina fornisce anche particolari circostanziati: a trovarlo sanguinante all’ingresso del suo condominio è stata sua moglie – e com’è che non si è accorta che era vivo? – che ha immediatamente chiamato i soccorsi, ma il 41enne è morto in un’ambulanza. Per dimostrare la crudeltà dei russi, secondo quanto riferito, è stato raccontato che è stato anche colpito diverse volte alla schiena.

La Russia ha immediatamente capito quale fosse la verità: “I veri motivi per questa performance adesso iniziano a venire a galla, è un’altra provocazione anti russa da parte dell’Ucraina e consiste nel montare accuse contro Mosca. Ora si comprendono anche quali saranno le azioni future dell’Sbu, continuare a fomentare provocazioni”, ha commentato il ministero degli Esteri a Mosca, dopo la conferenza stampa dell’Sbu a Kiev in cui il giornalista russo dissidente, dato per ucciso ieri, è ricomparso vivo e vegeto. “Azioni apparentemente progettate per avere effetto di propaganda hanno finito con l’ingannare il mondo intero dopo che ha risposto alle notizie provenienti in diretta dall’Ucraina sull’uccisione del giornalista”, ha concluso il ministero. L’Ucraina ha molti problemi con Mosca, soprattutto per la questione del Donbass, dove la minoranza russa è perseguitata dal governo centrale di Kiev con le armi, e all’interno dello stesso governo, sul quale pesano sospetti di corruzione. I servizi ucraini, pallida copia del Kgb ma su quello stampo, non hanno spiegato però se il geniale piano della resurrezione ha avuto successo oppure no.

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