Ex Lotta Continua in Rai, la furia dei parenti della vittima: «Un’altra coltellata»

12 Mag 2018 12:27 - di Augusta Cesari
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Non si placano le polemiche sulla scandalosa decisione della Rai di affidare a Massimo Carlotto – condannato e poi “graziato” per l’omicidio della giovane Margherita Magello con 59 coltellate, avvenuto il 20 gennaio del 1976 –  la conduzione del programma Real Criminal Minds, una trasmissione ispirata ai crimini di veri serial killer. Sconcertati e addolorati i familiari della giovane, che non a caso parlano di una «sessantesima coltellata» inflitta alla memoria della donna, barbaramente assassinata, qualora quella trasmissione in programma il 18 maggio dovesse andare in onda. Per quell’«efferato crimine», sottolineano infatti, proprio Carlotto è stato condannato a 18 anni di reclusione, e poi graziato («ingiustamente» dicono loro) dal presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro nel 1993.  Giudicano «grottesca e profondamente irrispettosa» questa scelta Matteo e Luca Oriani, gli ultimi parenti di Margherita rimasti in Italia, figli di Giancarla Zucchetti, la cugina diretta della giovane, cresciuta insieme a lei e molto legata al suo ricordo, come leggiamo nella ricostruzione del Giornale.  Il provvedimento di clemenza fu firmato tenendo conto della complessità del caso giudiziario e facendo riferimento a motivi di salute di Carlotto, ex militante di Lotta Continua che si era sempre dichiarato innocente e che soprattutto ha potuto contare sul sostegno di amici e intellettuali di sinistra, che l’hanno sempre coccolato e sostenuto, tanto che Carlotto èbbe l’opportunità di scrivere e pubblicare, da diventare negli anni un giallista di successo.

L’ex Lotta Continua ha potuto vedere in questi anni i suoi libri diventare non solo dei best seller ma anche delle pièce teatrali andate in tournée in tutta Italia: era il dicembre 2012 quando,  con la regia di Alessandro Gassman andò in scena una rappresentazione tratta dal libro di Carlotto, “L’oscura immensità della morte”. Già allora i parenti insorsero nel  vedere il dramma dei familiari delle vittime messo in scena proprio da  Carlotto: «Un assassino che non ha mai ammesso le sue colpe, che non ha mai chiesto perdono e che ciò nonostante, e contro il parere dei parenti di Margherita, è stato graziato dal Quirinale grazie alle pressioni dell’intellighentsia di sinistra, la stessa che lo aveva protetto durante la latitanza», disse all’epoca Matteo Oriani. Non c’è pace per loro, per la memoria della loro parente. La decisione della tv pubblica di sceglierlo per introdurre le 24 puntate di Real criminal minds – serie tv ispirata alla vita di serial killer reali – è pertanto un’altra coltellata, una ferita, come le altre, difficilmente rimarginabile. Carlotto ha avuto un’altra opportunità, intraprendere  una seconda vita letteraria. Poteva bastare così, invece la notizia della sua conduzione è piombata ad infierire nuovamente sulla sensibilità di persone già provate. I parenti chiedono un volto diverso per questo programma. L’augurio è che l’azienda faccia un passo indietro.

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