Contrordine compagni, il Pd: al voto, non facciamoci rosolare all’infinito

30 Mag 2018 12:33 - di Prisca Righetti

Incassata la sberla alle urne, il Pd prova a riprendersi e, invece di difendersi non abbassando la guardia, si scopre e prova a giocare in attacco, in cerca di un altro ko tecnico-elettorale. Però, proprio nella fase più delicata mirata sul diktat presidenziale alla formazione del nuovo governo, il premier designato Carlo Cottarelli si vede costretto a rallentare il passo proprio quando intravede il traguardo. E così, contrordine compagni! E con tono solenne, Maurizio Martina alla riunione del gruppo della Camera annuncia: «Penso sia opportuno che il Pd si astenga sul voto di fiducia alle Camere, evitando anche così ogni strumentalizzazione di sorta». Una posizione che, all’assemblea di Montecitorio, non ha trovato opposizioni.

Il balletto del Pd tra retromarce e giravolte

E così, in una sorta di balletto delle affermazioni e delle smentite, tra passi falsi e giravolte, prima «il Pd sostiene con piena convinzione l’operato del presidente Mattarella e la scelta di varare un governo neutrale che abbia come scopo fondamentale quello di portare in maniera ordinata il Paese alle elezioni anticipate», ha spiegato il reggente, poi, a furia di passi indietro, dal Largo del Nazareno spiegano che, il punto, sono proprio le quotazioni del governo Cottarelli ad essere “ballerine”. E così, proprio mentre i dem, nella riunione del gruppo del Senato, decidevano di imprimere una accelerazione – «Si può votare entro fine luglio» spiegava il capogruppo Andrea Marcucci – una direzione di marcia impressa con l’ok di tutte le anime del partito (da Andrea Orlando a Lorenzo Guerini, fino a Matteo Renzi) cambiava rotta spiegando: «Perché farci rosolare da Salvini all’infinito? Se deve essere comunque voto, che lo sia al più presto possibile. Per noi cambia poco». A parte la posizione del partito che oscilla da un’ora all’altra…

I dem in ricognizione e il nodo della leadership

La precipitazione degli eventi verso il voto, del resto, (nella serata la frenata dal Quirinale che ha negato l’ipotesi di una rinuncia del premier incaricato), avrebbe un impatto non secondario sulle vicende dem. Perché il Pd si è già messo al lavoro sulla manifestazione dell’1 giugno che, simbolicamente, si terrà a piazza Santi Apostoli. Dove, per esplicita indicazione del Nazareno, sventoleranno bandiere tricolori e dell’Ue. Dunque, i dem scaldano i motori puntando ad approfittare della campagna elettorale per sviluppare un tema caldo su cui spararsi tutte le cartucce: la creazione di un «fronte anti-sfascisti» (copyright Matteo Renzi) da presentare agli elettori in modo da finire nella colonna dei “buoni” sulla lavagna che segna i sostenitori e i detrattori della Ue. L’ex segretario, da parte sua, non a caso ha chiarito: «Io stavolta gioco mediano, anziché centravanti»: e la squadra è quella filo-sottomissione europeista. E il capitano della squadra? il nodo da sciogliere è sempre quello della leadership tra i dem: una parte del Pd vedrebbe bene Paolo Gentiloni, un’altra Carlo Calenda. Quest’ultimo viene indicato da chi lo sostiene come «perfetto interprete di un fronte pro-Europa». Sul primo, largamente sostenuto nel partito, potrebbe solo pesare l’ipotesi di un fallimento dell’operazione Cottarelli e di una prorogatio della prorogatio fino alle urne. Per adesso, però, è lo stesso Calenda ad indicare Gentiloni come frontman ideale per le prossime elezioni. E la coreografia dem, tra inviti e ritrosie, inciampi e passi falsi, riempie il carnet di nomi ma non riesce a eleggere il re del ballo…

Renzi avanti tutta: e lo dice dal Senato che voleva abolire

Intanto Renzi torna a sgomitare: «Dopo 87 giorni finalmente primo voto al Senato della nuova legislatura. Rischia di essere anche uno degli ultimi», scrive l’ex premier pubblicando su Instagram la voto del display che attesta il suo voto al Senato. «Tutto quello che avevamo previsto dopo la mancata riforma costituzionale sta purtroppo diventando realtà: caos politico, instabilità finanziaria, Italia debole in Europa – spiega l’ex segretario del Pd, nonché ex numero uno di Palazzo Chigi, e proprio dal Senato che voleva tanto abolire –. Prima o poi anche gli altri riconosceranno che la necessità di cambiare le regole serve al Paese. Nel frattempo vediamo quante volte Di Maio e Salvini cambieranno idea stamattina. Prepariamoci alle elezioni, questi vogliono uscire dall’Europa ma non si capisce per andare dove #neuro #teatrino #vergogna #avanti». Ma avanti in che direzione?

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

  • Luciano Vignati 31 Maggio 2018

    Lasciamoli fare, tanto i lavoratori e i pensionati (non conosco il pensiero dei giovani) li hanno catalogati. Il PD e Renzi in testa sono i servi della confindustria, delle multinazionali e dei banchieri e di tutti i massoni imperialisti europei (tipo Macron e la Merkel) e quando si muovono gli ordini arrivano dai loro padroni, tanto che gli esponenti italiani del PSI stanno prendendo le distanze da loro. Quello che dobbiamo fare noi elettori e far conoscere la realtà in particolare dalle menzogne che un giornale infimo come “Repubblica” sta diffondendo

  • Ivan Corea 31 Maggio 2018

    Trenquilli adesso che sono arrivati gli attesi 37 miliardi per i migranti si potrà fare qualunque governo

  • Ben Frank 31 Maggio 2018

    E mentre si mettono daccordo, continuano ad infilarsi l’indice nella terza narice…

  • paolo 31 Maggio 2018

    Ho sentito iM5S eri sera Calenda, adesso iniziano a fare terrorismo mediatico per sbuttanati lega e m5s

  • Maurizio Turoli 31 Maggio 2018

    Calenda a Porta A porta ha dichiarato Lega e MS5 hanno disytutto la fiduciadegli investitori.
    Quidi la speculazione finanziaria l’hanno creata loro.
    Mi chiedo: “gli investitori non sono gli stessi chie hanno fatto proftti a palate comprando le nostre aziende, utilizzando i nostri soldi per salvare banche decotte e legate ai compagni di partitoi di Calenda?”
    Quindi vuol diree cheda bravi (ex) comunisti o cattocomunisti, Caleda & C. hanno sposato la teriria della sovranità limitata.
    Cinquanta anni fa, in nome di quella teoria venne invasa la cCecoslovacchia con i carri armati.
    Oggi si invade l’Italia con gli strumenti finanziari.

  • Pietro 31 Maggio 2018

    Renzi Martina Marcucci: il nulla

  • Rolando Possentini 30 Maggio 2018

    Ha ha ha ha Renzi, haha ha il circo e aperto di nuovo..ha ha ha

  • ASINI 30 Maggio 2018

    Caro maurizio
    anni fa’ mi diceste che gli asini volano . Io credetti ciecamente . Ne ebbi certezza assoluta tanto
    che ne divenni un divulgatore credente tale e quale agli islamici di oggi .
    Oggi mi dici che non volano . . . poi poco dopo che volano e a questo punto cado in disperazione .
    Possibile ? Non capisci che mi mandi in manicomio ?
    O sei tu che mi parli dal manicomio !

  • Donald 30 Maggio 2018

    il partito dei delinquenti pensa ancora a come fregare gli italiani ? Non gli bastano i danni fatti finora e gli schiaffoni elettorali ricevuti ? Ma sparissero piuttosto questi nipotini di mao e stalin…

  • SUGERITI DA TABOOLA