Caserta, la Reggia dei “fantasmi”: un furto fa scoprire i guardiani assenteisti

3 Mag 2018 10:44 - di Redazione

È nata dalla commissione di un furto all’interno della Reggia di Caserta, l’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere che ha portato all’esecuzione di due misure cautelari nei confronti di altrettanti dipendenti del complesso vanvitelliano in relazione a presunti casi di assenteismo. Sono indagati inoltre altri 4 dipendenti. I due destinatari dell’ordinanza, che impone l’obbligo di presentarsi quotidianamente a un ufficio di polizia, immediatamente prima dell’inizio dell’orario lavorativo e immediatamente dopo la sua conclusione, erano addetti al servizio di vigilanza all’interno della Reggia e, assentandosi dal posto di lavoro, hanno “esposto la Reggia al rischio di atti di vandalismo e non solo”, spiega il procuratore di Santa Maria Capua Vetere, Maria Antonietta Troncone. Secondo gli investigatori, infatti, il furto in questione sarebbe stato “agevolato evidentemente proprio dalla mancanza di sorveglianza” che i due destinatari della misura cautelare “avrebbero dovuto assicurare”. Le indagini si sono avvalse di attività di pedinamento e di intercettazioni video ambientali effettuate tra settembre e novembre 2016. I dipendenti coinvolti, secondo la Procura di Santa Maria Capua Vetere, “si procuravano un ingiusto profitto pari alla porzione di stipendio percepita pur non lavorando, arrecando un pari danno all’ente pubblico di appartenenza che ha retribuito prestazioni lavorative non effettuate e con l’ulteriore danno patrimoniale e di immagine correlato alla mancata presenza del dipendente, per giunta addetto ad un delicato servizio, quello di vigilanza, all’interno della Reggia esposta così al rischio di atti di vandalismo e non solo”.

Commenti

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  • luciano vignati 4 Maggio 2018

    Purtroppo ancora un’ennesimo caso di infedeli servitori dello stato che truffano i contribuenti italiani. E anche loro come tenti altri che le cronache ci segnalano, dopo una ramanzina torneranno a fare i parassiti, aiutati da un ministro del governo Renzi (Madia) che ha fatto una legge apposta per salvaguardare i delinquenti. L’ideale sarebbe stato il cambio di stato giuridico paragonandolo a quello dei lavoratori privati, ma si sa che i lavoratori pubblici sono il bacino elettorale di Renzi con buona pace dei lavoratori del settore privato e dei giovani che pagano e pagheranno sempre per codesti farabutti

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