Anche Bankitalia scende in campo con il partito degli allarmisti: «Italia, attenta…»

29 Mag 2018 11:32 - di Redazione

«Se il settore pubblico si limitasse a fare nuovi debiti senza operare per orientare in favore dello sviluppo la composizione del suo bilancio e le norme e i modi di funzionamento dell’economia, le conseguenze sarebbero gravi». Anche il governatore di Bankitalia Ignazio Visco nelle Considerazioni Finali lette all’Assemblea annuale scende in campo con i rigoristi per ammonire eventuali governi “spendaccioni” – tipo quello appena bloccato dal Colle di M5S e Lega – dal non esagerare con le promesse e con gli annunci a effetto, anche contro l’Europa. «Non sono le regole europee il nostro vincolo, è la logica economica», ribadisce il governatore di Bankitalia ricordando come a questa logica “è strettamente connesso l’obbligo, che tutti abbiamo, di non compremettere il futuro delle prossime generazioni: accrescere il debito vuol dire accollare loro quello che oggi non si vuole pagare”.

Bacchettate dirette arrivano anche su uno dei punti qualificanti del programma Cinquestelle, il reddito di cittadinanza. «Le risorse rese disponibili con l’avvio del reddito di inclusione, uno strumento di reddito minimo, consentono di coprire circa il 40% delle famiglie in povertà assoluta. Nel procedere a un suo rafforzamento, o all’adozione di altri provvedimenti, oltre a evitare di scoraggiare la ricerca di un lavoro , bisognerà prestare attenzione alle conseguenze sui conti pubblici», sottolinea Ignazio Visco. «La lunga crisi ha accentuato il disagio sociale. Secondo i dati dell’Istat – ha ricordato – negli ultimi dieci anni la quota delle famiglie che vivono in condizioni di povertà assoluta è quasi raddoppiata, giungendo a sfiorare il 7 per cento. La povertà è più alta nel Mezzogiorno, e, soprattutto, tra le famiglie in cui sono presenti stranieri; è peggiorata la posizione dei giovani rispetto a quella degli anziani!, prosegue Visco.

Poi arriva il monito ai governi: «Ridurre l’incidenza del debito è un obiettivo irrinunciabile. In una fase espansiva e con una politica monetaria ancora molto accomodante, non è utile aumentare il disavanzo. A fronte di un temporaneo impatto positivo sulla domanda, reso peraltro incerto dal possibile materializzarsi di tensioni finanziarie, si avrebbero ripercussioni negative persistenti sul debito e sulla spesa per interessi!, dice Visco.

Commenti

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  • Laura Prosperini 30 Maggio 2018

    ri-nazionalizziamo BancaItalia (ora è privata!!!! con azionisti stranieri!!!)
    eppoi via tutti i benefit e i privilegi e riarmonizzazione degli stipendi (oggi media stipendi € 8.500,00-10.500,00!!!!)

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