Trump twitta: caso Stormy Daniels, l’identikit è la solita “fake news”

mercoledì 18 aprile 15:49 - di Redazione

“Una truffa totale per prendere per stupidi i media della Fake News (ma loro lo sanno)”. Così con un tweet mattutino Donald Trump commenta l’identikit fatto da Stormy Daniels durante una trasmissione televisiva dell’uomo che, secondo quanto sostenuto dalla donna, l’avrebbe minacciata nel 2011 intimandole di non parlare della presunta relazione avuta con il tycoon nel 2006. “Un identikit fatto anni dopo di un uomo che non esiste”, afferma il presidente nel primo tweet da lui dedicato alla vicenda, anche se non nomina direttamente Stormy Daniels. Finora infatti Trump, solito usare Twitter per esternare su tutto e tutti, non aveva mai fatto commenti sul social media, secondo alcuni dando, per una volta, ascolto ai consiglieri che gli suggerivano di evitare di fare dichiarazioni. Una ritrosia che è apparsa evidente quando nelle scorse settimane Trump, pressato dalle domande dei giornalisti sull’Air Force One, per la prima volta ha rotto il silenzio sulla vicenda, affermando solo di non essere stato conoscenza del fatto che il suo avvocato Michael Cohen aveva pagato 130mila dollari alla porno star poche settimane prima delle elezioni in cambio del suo silenzio. Non si è fatta attendere la risposta, sempre via Twitter, di Michael Avenatti, il legale di Daniels che nel replicare all’attacco di Trump ha ricordato la perquisizione negli uffici del suo avvocato che tanto ha fatto infuriare il presidente: “I mandati di perquisizione dell’Fbi hanno scoperto documenti e registrazioni che esistono e mostrano una truffa dopo l’altra ai danni di persone reali e veri cittadini americani (che non sapevano niente)”, ha scritto il battagliero avvocato riferendosi alle attività di Cohen, da lui considerato il fixer di Trump. Avenatti ha poi salutato come una vittoria l’attacco via twitter arrrivato dal presidente: “sulla base della mia esperienza non c’è niente di meglio in una battaglia legale di un avversario indisciplinato che è incline a darsi da solo la zappa sui piedi”. “Questo può portare a nuovi problemi, come nuove denunce, per esempio per diffamazione”, ha aggiunto l’avvocato che, a nome di Daniels, ha avviato la causa per dichiarare nullo l’accordo di riservatezza da lei firmato perché non firmato dal diretto interessato ma dal suo avvocato.

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