Tra Martina e Fico “amore complicato”: tutto rimandato alla direzione del Pd (video)

giovedì 26 aprile 12:24 - di Eleonora Guerra

Il Pd resta in affanno rispetto all’ipotesi di allearsi con il M5S per formare il governo. Al termine della nuova consultazione con Roberto Fico, Maurizio Martina parla di «passi in avanti», ma rimanda alla direzione nazionale del 3 maggio per una decisione. Tutto come da previsioni della vigilia. Un pronostico ampiamente anticipato, del resto, dalle dichiarazioni di influenti membri del Pd che, più o meno negli stessi attimi in cui il segretario reggente era a colloquio con il presidente incaricato, rimarcavano la propria contrarietà all’alleanza per Palazzo Chigi.

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«Riconosciamo e registriamo passi in avanti importanti, in particolare – ha spiegato Martina – rispetto ad alcune richieste fondamentali che avevamo avanzato già al primo giro di consultazioni: chiudere la fase di confronto che il M55 aveva con il centrodestra e sul quale sono arrivate parole definitive, molto importanti, che vogliamo riconoscere come fatto politico». «Non nascondiamo le difficoltà e le differenze che animano questo confronto tra noi, è giusto dirlo per serietà verso il Paese. Siamo forze diverse – ha ammesso ancora il reggente del Pd – che hanno espresso e esprimono anche punti di vista anche molto differenti, ma questo non esclude la possibilità di riconoscere i passi in avanti».

Il problema è tutto interno al Pd. «Abbiamo deciso di convocare la direzione nazionale il 3 maggio , in quella sede decideremo come sappiamo fare, come partito, come comunità, se e come accedere a questo confronto», ha detto Martina, cercando di metterla in positivo, aggiungendo notazioni sul fatto che il Pd sarebbe un «partito comunità», che si «confronta con lo spirito di fare una scelta collettiva» e all’interno del quale «ci confrontiamo, discutiamo, lavoriamo e poi deliberiamo». Le cronache politiche di questi giorni, però, raccontano una storia diversa, quella di un braccio di ferro lacerante sul quale i dem si giocano la stessa sopravvivenza. E che dà molto da pensare su quale potrebbe essere l’esito di un governo formato da due forze politiche che non solo hanno «punti di vista molto differenti», ma che hanno anche seri problemi di tenuta al loro interno. Sia che si considerino gli apparati di partito, come nel caso del Pd, sia che si consideri il rapporto con la base, che nel caso del M5S ha ampiamente manifestato la propria rabbia rispetto all’ipotesi di un governo con i dem.

 

Commenti

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  • Angela 27 aprile 2018

    Se il PD avesse un po di dignità, dovrebbe starsene all’opposizione e non accettare i richiami di quell’ambizioso di Di Maio che se veramente teneva al bene degli italiani si sarebbe unito al centrodestra che è arrivato primo al voto…Io un governo 5 stelle PD non lo voglio..E penso che non lo vogliono milioni di italiani tagliandi…Il governo spetta al centrodestra !

  • Giuseppe Spotti 27 aprile 2018

    Le parole nel linguaggio di Martina che testimoniano che esiste una specie di bruco che non può diventare farfalla. Sembra che subisca una normale metamorfosi ma non è vero, la prova è nella frase che ripete ogni volta che si presenta davanti ai giornalisti: e dice : “…..come PARTITO, come COMUNITÀ, siamo un partito COMUNITÀ…….”.
    Ovvero da PARTITO COMUNISTA sono arrivati al PARTITO COMUNITÀ.
    con buona pace della farfalla, sono nati bruchi e bruchi moriranno.

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