Simply, dipendenti sul piede di guerra contro il rischio chiusura

giovedì 26 aprile 17:12 - di Redazione

Sono in stato di agitazione i circa 9mila dipendenti Sma Simply, la catena di supermercati del Gruppo Auchan presente in Italia con oltre 200 punti vendita. A pochi mesi dalla sottoscrizione dell’accordo di proroga del contratto integrativo fino al 31 dicembre 2018, i sindacati di categoria Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs, hanno deciso la nuova iniziativa di mobilitazione. Ne dà notizia un comunicato unitario dei sindacati.

Sma Simply, dipendenti sul piede di guerra

«Alla base della protesta l’atteggiamento “ambiguo” di Sma Simply al livello territoriale dove i sindacati denunciano il mancato coinvolgimento delle rappresentanze sindacali territoriali nella ricerca di soluzioni ai problemi legati a un persistente problema di vendite» mentre «il tanto esaltato nuovo piano commerciale sta registrando significative battute di arresto». Questo il contenuto della nota sindacale diramata sui luoghi di lavoro. Le tre sigle stigmatizzano il mancato riscontro alla richiesta di incontro del 29 gennaio scorso trasmessa alla direzione aziendale «per avere un quadro completo del piano di riorganizzazione e delle eventuali chiusure su scala nazionale, a seguito della notizia della imminente cessazione di attività dell’IperSimply di Mantova». «Quanto poi recentemente verificatosi nel canale ipermercati, con la improvvisa chiusura di due importanti punti vendita a Napoli e Catania, non fa che accrescere la preoccupazione per il futuro di tutto il perimetro di Auchan Retail Italia – prosegue il comunicato – che pare essere a rischio nel suo complesso, a causa dell’assenza di una chiara politica di investimenti e rilancio, a partire dal Sud». I sindacati chiedono un urgente chiarimento sulle reali intenzioni della multinazionale francese della grande distribuzione organizzata nel nostro Paese che complessivamente nei canali iper e super occupa circa 19mila addetti. «Al livello territoriale è necessario ripristinare il confronto decentrato per individuare soluzioni adeguate alla battuta di arresto e a livello nazionale sarà necessario affrontare l’attuale scenario. Il nostro obiettivo – spiega il segretario nazionale della Fisascat Cisl, Mirco Ceotto – rimane la salvaguardia dei livelli occupazionali e il mantenimento del perimetro aziendale».

 

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