L’Anpi rispolvera retorica e rancore: stavolta nel mirino c’è il consigliere FdI Gambino

lunedì 30 aprile 13:59 - di Ginevra Sorrentino

Non c’è fine alla persecuzione sistematica, al conformismo dell’anticonformismo più becero, a quell’indomito sentimento di rancore sociale e risentimento storico che da oltre mezzo secolo è la bandiera polemica e da un po’ di tempo a questa parte, il vessillo social, sventolato dagli integerrimi militanti dell’Anpi, indefessi proseliti del rito antifascista celebrato anche a dispetto del tempo, della storia, dell’onore delle armi che si può e si deve concedere al nemico, specie se non si è più in guerra, e da un pezzo ormai…

Gambino (FdI) alla commemorazione dei caduti della Rsi.

E l’Anpi protesta. Di nuovo…

E così, replicando quanto già accaduto durante le celebrazioni del novembre scorso, dedicate dal Comune di Genova ai caduti della Rsi, a cui partecipò come delegato del sindaco – e con tanto di fascia tricolore –  il consigliere comunale di FdI, Sergio Gambino, ancora una volta – e sempre nel capoluogo ligure – è scoppiata la bufera. Agitata (come sempre) dalle recriminazioni dell’Anpi, e che nel mirino delle invettive ha visto centrare da una gragnuola di colpi, sempre l’incaricato del primo cittadino, esponente di Fratelli d’Italia. Come riporta il Giornale in queste ore, allora, «al centro dell’ultima polemica di fine aprile c’è il consigliere comunale di Fdi Sergio Gambino, che si è recato nel famoso cimitero di Staglieno per presenziare ad una cerimonia in memoria dei caduti repubblichini della Seconda Guerra mondiale, insieme a molti esponenti delle associazioni di reduci e delle varie sigle della galassia dell’antica destra».

L’Anpi contro il consigliere FdI in fascia tricolore

Una galassia che, se dipendesse da loro, i membri dell’Anpi spedirebbero su Marte, e con cui si ritrovano invece a fare i conti ad ogni commemorazione che il calendario della storia impone. E come tutte le altre volte, allora, anche in questa occasione i rappresentanti cittadini dell‘Anpi e i militanti dell’antifascismo sempre solerti e pronti a marciare in nome dell’affermazione dei loro principi e, ancor di più, della negazione dei diritti altrui, specie se del fronte contrapposto. E così, ieri come oggi, a novembre come ad aprile, la presenza del consigliere con tanto di fascia tricolore, in luogo del Comune amministrato da un sindaco di centrodestra come Marco Bucci, fa storcere irrimediabilmente il naso ai rappresentanti delle associazioni partigiane che, come già in occasione dell’ultima commemorazione di novembre al cimitero di Staglieno, sono tornati a rivolgersi al primo cittadino chiedendo una condanna pubblica o, chissà, in seconda istanza, un’ammenda istituzionale con cui “coprire” lo strappo “inferto” al vessillo dell’antifascismo. E con il proverbiale linguaggio da centro sociale e dissidenti impenitenti, tornano a bacchettare con una lettera il sindaco Bucci.

Le solite recriminazioni tra stanca retorica e facile demagogia

«Autorizzare un consigliere comunale ad andare, con la fascia tricolore, al cimitero di Staglieno a rendere omaggio ai caduti della Rsi non è un atto di pietà per i morti. È una presa in giro degli altri morti –  scrivono nella missiva di contestazione, con barocchismo retorico e tra facile demagogia e logoro ideologismo, gli esponenti dell’Anpi – quelli della Resistenza, quelli della deportazione, civile e militare, quegli stranieri che hanno scelto di battersi per la nostra libertà come altri nostri concittadini hanno fatto in altri paesi. Uomini e donne che lei stesso ha ricordato solo pochi giorni fa, il 25 aprile». Altra ghiotta occasione, quella della festa della Liberazione – che gli attivisti dell’Anpi non si sono lasciati sfuggire per attaccare il sindaco, contestato e fischiato in piazza.  Quella volta direttamente; oggi attraverso la “mediazione” del suo delegato, Gambino. Speriamo solo che la replica a tanto assordante clamore sia un sonoro “No comment” istituzionale da parte del sindaco. Il diretto interessato, invece, su Facebook ha opportunamente e assai misuratamente postato: «Questa mattina in rappresentanza del Comune di Genova con l’amico #Vaccarezza in rappresentanza della Regione Liguria ho partecipato all’anniversario annuale in ricordo dei caduti della RSI – Repubblica Sociale Italia. A 73 anni di distanza, lasciamoci alle spalle gli odi della guerra civile e rispettiamo tutti i caduti per una propria idea di Patria».

 

 

Commenti

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  • 1 maggio 2018

    l’associazione nazionale partigiani comunisti assassini continua democraticamente a sputare veleno su chi non è allineato alle loro obsolete idiozie . i compagni trinariciuti non scompaiono mai

  • sergio 30 aprile 2018

    Andrea non conosce bene la storia, i caduti della Rsi si batterono per l’onore nazionale infangato dal vergognoso 8 settembre e per difendere le conquiste sociali del nuovo stato repubblicano. La prova è che furono 800 mila italiani che vi aderirono contro i scarsi 100mila partigiani, che comunque erano al servizio degli imperialisti inglesi, americani e sovietici e quindi traditori.

  • Andrea 30 aprile 2018

    Io sinceramente non trovo nulla di oltraggioso a recarsi a una celebrazione indossando la fascia tricolore simbolo di tutti noi e dell’unità della Patria però in questo specifico caso l’assessore avrebbe dovuto indossare le bandiera della RSI perché i caduti commemorati non rappresentano il nostro Paese bensì una Repubblica nata nell’ ultimo periodo della Seconda Guerra mondiale , una sorta di macroregione sotto l’ egida della madrepatria germanica.In un certo senso quindi i soldati caduti hanno rinnegato e tradito la loro Patria preferendo l’ annessione alla Germania e questo si che deve destare sconcerto sempre però nel rispetto di Chi ha sacrificato la propria vita per un ideale che ha perseguito fino all’ ultimo.Grazie a Dio e alla maggioranza degli Italiani pochi anni dopo la nostra amata nazione evitò di trasformarsi in una repubblica socialista sotto il completo controllo di Mosca e di finire dalla padella nella brace.

  • Giuseppe Forconi 30 aprile 2018

    Uno dei principali punti da mettere in agenda all’indomani dell’insediamento del nuovo governo di centro destra , deve essere la cancellazione di tutte le pestilenziali associazioni mangia quattrini a sbafo. In primis l’anpi.

    • GIAN GUIDO BARBANTI 30 aprile 2018

      giusto,questi oramai sono solo dei parassiti

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