Il caso del piccolo Alfie, l’ira della Chiesa e la rivolta del centrodestra

lunedì 23 aprile 15:47 - di Lara Rastellino

La sua vita è appesa a un filo, legata a una macchina e dipende, soprattutto, dal pronunciamento dei giudici della Corte europea per i diritti dell’uomo che, proprio poco fa, hanno emesso la sentenza: ed è una sentenza che preannuncia la fine. I togati, infatti, hanno rifiutato di intervenire nel caso del piccolo Alfie Evans, 23 mesi e gravemente malato, vivo solo grazie a un respiratore. A riportarlo il Daily Mail on line che, nel riferire l’ultima dolorosa tappa giudiziaria del calvario dei genitori del piccolo Alfie, annuncia anche la fine della battaglia per continuare a tenere in vita il piccolo. Le speranze sono ormai al termine: i medici dell’ospedale Alder Hey’s di Liverpool, dove è ricoverato il bimbo, erano stati autorizzati a staccare le macchine, una decisione contro la quale Tom Evans e Kate James, il papà e la mamma di Alfie, si erano appellati a diverse autorità giudiziarie senza successo. Dopo il no della Suprema Corte britannica, la coppia non si è arresa e si è rivolta alla Corte di Strasburgo, che però non ha accolto la richiesta di intervenire.

Sgomento e indignazione nei post di Salvini e Meloni

Una vicenda, quella del piccolo Alfie, che lascia sgomento il mondo. Tutti: popolazione civile, universo istituzionale, comunità medico-scientifica e Chiesa, tutti alle prese con il delicato tema dell’eutanasia, affrontato da diverse angolazioni. E allora, «da papà mi domando come si possa “staccare la spina” a un bimbo contro il volere dei suoi genitori. Un abbraccio, forza piccolo Angelo. #SaveAlfieEvans», posta Matteo Salvini, su Facebook. «La Corte europea dei diritti umani respinge il ricorso d’urgenza presentato dai genitori di Alfie Evans e l’ospedale in cui è ricoverato ha già avviato il protocollo per staccargli la spina. Da mamma non ho parole per descrivere quello che provo: la “civilissima Europa” nella quale viviamo ha deciso di uccidere un innocente e di impedire a suo padre e sua madre di fare tutto quello che è possibile per tenerlo in vita», fa eco, sempre su Facebook, alle parole del leader del Carroccio, Giorgia Meloni, leader di FdI. Che poi, prima di congedarsi dalla sua pagina social aggiunge: «L’unico diritto ormai garantito senza se e senza ma in Occidente sembra essere il diritto di morire. Rivolgo un appello urgente al Governo italiano: conceda il visto diplomatico alla famiglia Evans e permetta loro di venire in Italia. Alfie – insiste la  Meloni – può essere ancora salvato».

Monsignor Sgreccia: Alfie? «Un caso di dittatura statalista»

«Due cose risaltano all’evidenza: che c’è una precisa volontà giuridica che prescinde da qualsiasi appello, anche il più alto, anche quello del Papa, nonché dalla stessa volontà dei genitori, che si impone anche prescindendo dalle ragioni scientifiche; e che c’è una visione basata su un principio economicistico della vita che rifiuta l’assistenza a chi si può trovare in punto di morte, visto che può rivelarsi costosa». Così, invece, il cardinale Elio Sgreccia – teologo e presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita – commenta duramente il “no” espresso sul caso Alfie dai giudici della Corte Europea dei diritti dell’uomo. Per l’esponente del Vaticano, «ci troviamo di fronte a un curioso caso di “statalismo” che, mentre viene riconosciuto quando agita le bandiere che si possono ricondurre all’ideologia economica marxista, viene invece disconosciuto quando si tratta di una entità statale che decide con il suo imperio di chiudere l’accesso all’alimentazione e alla cura del dolore e alle terapie palliative di un malato, in nome del risparmio economico». Per il cardinale Sgreccia, «non si capisce perché si diventi così crudeli e così succubi di una dittatura del pensiero che travolge tutto, non solo la fede, o la scienza ma persino la laica libertà dei genitori sulla vita del loro figlio. Dobbiamo educare a poter dire anche dei “no” a questo pensiero che appare dominante. Ma temo che abbiamo oltrepassato una frontiera che – avverte – rischia di essere oramai senza ritorno».

Commenti

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  • Patrizia Messina 24 aprile 2018

    Si dia la possibilità e soprattutto la speranza, al piccolo Alfie, d’essere curato a Roma dai nostri medici. E non si neghi mai – per alcuna ragione al mondo – a due genitori angosciati, la speranza e la consapevolezza d’aver tentato il possibile ed anche l’impossibile per salvare la propria creatura. Nessuno si arroghi tale diritto!

  • giulio 24 aprile 2018

    Purtroppo molte persone muoiono ogni giorno per malasanità, o disattenzione, e non sono in grado di dimostrarlo, di sopportare una causa legale, o soffrono per insufficiente welfare, mentre talora si legge di trapianti o altre “operazioni d’eccellenza” fatti a chi non ne ha bisogno, per lucrare. Qualche parte politica ha inventato una presunta antinomia lavoro-ambiente, così si sono ulteriormente ridotte le risorse disponibili per Sanità e welfare. I genitori vogliono che il bambino sia curato in Italia? Ben vengano, ma non illudiamoci e non illudiamo. E i nostri politici pensino alla situazione generale prima che ai casi particolare, inizino ad indignarsi per i tantissimi casi di malasanità nel nostro Bel Paese, e a provvedere al riguardo

  • Mirella Cece 24 aprile 2018

    Se uccidete piccolo bellussimo Alfie la vostra coscienza non dovra’ avere piu’ pace, vi siete macchiati di grave violazione della LEGGE di DIO, la nostra vita e’ SUA e solo LUI puo’ toglierla.
    Un invito ed una SUPPLICA: Inviate immediatamente il cittadino italiano ALFIE in Italia, prendete contatto con la SANTA SEDE VATICANA, personalmente con il SANTO PADRE PAPA FRANCESCO, per ricoverarlo immediatamente all’ Ospedale BAMBIN GESU’, specializzato in modo eccellente.
    Ve lo chiedo anche con l’ autorevolezza conferitami dalla SANTA SEDE VATICANA, quale PERITO delle CONGREGAZIONI, quale POSTULATORE dei SERVI di DIO, dei BEATI e SANTI, e di GIURISTA.
    In nome di DIO e della SUA SANTA CHIESA CRISTIANA CATTOLICA, SBRIGATEVI, NON PERDETE PIU’ TEMPO, NE AVETE GIA’ PERSO MOLTO.
    GRANDE REGINA ELISABETTA, e tutta la VOSTRA REGALE FAMIGLIA, Voi amate i bambini, quindi date questo ORDINE in modo REGALE ed IMPERATIVO.
    Grazie dell’attenzione. Confido. Mirella CECE.

  • pincottin de' pincottini 24 aprile 2018

    giudici schifosi

  • Alessandro 24 aprile 2018

    Quella frontiera di cui parla il cardinale Sgreccia è già stata superata nel secolo scorso. E l’autore di questo “superamento” fu un certo Adolf Hitler. Complimenti, signori giudici e medici inglesi. I nuovi Heydrich, i i nuovi Himmler, i nuovi Mengele siete voi.

  • Mario Salvatore MANCA di VILLAHERMOSA 24 aprile 2018

    Mi auguro che i giudici inglesi sperimentino sulla loro pelle lo stesso dolore dei genitori di Alfie. Non per augurare del male a chi fa il male, ma perché si rendano conto della gravità del loro gesto. Unico Giudice e Arbitro della Vita e della Morte è LUI e nessuno ha il diritto di sostituirsi a LUI.
    Mario Salvatore Manca

  • Laura Prosperini 23 aprile 2018

    sgomento per il piccolo Alfie, speriamo davvero che si possa accoglierlo da noi (Bambin Gesù) per provare tutto il possibile.
    Per sua Eminenza Sgreccia, non è lo Stato colpevole, lo Stato è l’espressione del pensiero in quel momento dominante per cui il colpevole, paradossalmente, è il liberismo globalista che accoglie tutti quelli che possono lavorare a poco prezzo e spegne chi non può produrre per il Mercato nuovo Idolo Pagano. Se la Chiesa non ha ben chiaro questo…mala tempora currunt.

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