Gli artisti alla Ue: ora basta, i colossi del web paghino i diritti d’autore

mercoledì 18 aprile 15:29 - di Redazione

Una delegazione di artisti appartenenti a Gesac, Gruppo europeo di società di autori e compositori, che comprende la Siae, si è recata oggi nella sede del Parlamento Europeo a Strasburgo per chiedere sostegno alla loro richiesta di giusto compenso del diritto d’autore nel mondo digitale. Provenienti da 8 diversi Stati dell’Unione, gli artisti hanno presentato una petizione firmata da più di 25mila autori e compositori europei, che fa seguito ad una precedente, lanciata nel 2016 con Pedro Almodovar, Jean-Michel Jarre, Daniel Buren, Agnieszka Holland, Ennio Morricone, David Guetta e altri. La petizione chiede la fine del transfer of value (trasferimento di valore) di cui beneficiano alcune delle maggiori piattaforme digitali a scapito degli autori. Questi giganti della tecnologia rappresentano oggi i principali punti di accesso alle opere dei creatori, generando enormi guadagni per loro ma offrendo un ritorno molto piccolo o nullo agli autori. A questi proposito la Siae, sottolineando di essere “un’organizzazione senza scopo di lucro”, si “impegna stabilmente in battaglie a favore dell’intera comunità degli autori e per migliorare il quadro legislativo europeo in difesa della cultura e della creatività. Per questo sostiene la petizione #makeinternetfair che vuole invitare il Parlamento Europeo “a fare la cosa giusta”.Gli autori chiedono al Parlamento Europeo di adottare una soluzione significativa nell’ambito della proposta di Direttiva sul diritto d’autore, consentendo alle loro creazioni di essere remunerate nel mercato online, questo in presenza, si legge in una nota diffusa dalla Siae, del fatto che “alcuni giganti della tecnologia stanno dominando lo scenario mediatico a livello mondiale, controllando l’accesso alle informazioni. Inoltre stanno manipolando il dibattito sul diritto d’autore, strumentalizzando talvolta le Ong, o distorcendo in modo artificioso l’argomento della libertà di espressione per i propri vantaggi economici”.

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