Di Maio scambia la politica per il gioco dell’oca: per far carriera lancia i dadi

venerdì 20 aprile 17:02 - di Romana Fabiani

L’ira del Colle, le mani legate della presidente del Senato, i giri di valzer. La partita per la nascita del governo si complica con il tira e molla dovuto ai capricci di Luigi Di Maio, che ora teme la spaccatura del movimento e l’eventuale mandato esplorativo a Roberto Fico che lo oscurerebbe dai riflettori e potrebbe mandare all’aria i precari equilibri grillini.

Di Maio il guastatore è al bivio

Fonti vicine al Quirinale raccontano di un presidente Mattarella innervosito dal “gioco dell’oca” mentre i retroscena più credibili ritraggono il leader grillino nei panni del guastatore, costretto a temporeggiare per evitare di perdere il treno della vita. L’ambizione e la giovane età sono diventate una miscela pericolosa. Pur di diventare premier – si legge sul Giornale – il ragazzotto è disposto a tutto, per la poltrona, insomma, sarebbe pronto anche a digerire l’appoggio esterno del Cavaliere, che ovviamente ha risposto picche. L’odio viscerale per Berlusconi, la pregiudiziale ideologica (e fragile) nei confronti dell’ex premier rischia di trasformarsi in un cul de sac.

Giovane, inesperto e carrierista pericoloso

«Quando esce in prima serata dallo studio della Casellati – ironizza il quotidiano milanese – ricorda il terzino chiuso nell’angolo del corner, costretto ancora una volta a gettare la palla in tribuna». Dietro il celodurismo in salsa grillina si nasconde la necessità di trovare la quadra a qualsiasi prezzo dopo aver capito a sue spese che il disegno di frammentare il centrodestra è naufragato. Così dal cilindro del carrierista Di Maio esce la formula indigeribile del “contratto a due” con Matteo Salvini per arrivare a Palazzo Chigi passando per la finestra, un’ipotesi che rischia di gettare il paese nel caos e di allungare l’estenuante percorso per arrivare a mettere in piedi un esecutivo credibile. Gratta gratta, il candidato premier dei Cinquestelle resta un avventuriero passato troppo in fretta dal vaffa di grillina memoria al doppiopetto. Un bluff fin troppo scoperto.

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