Arabi in piazza a Torino: “Non date i nostri figli in affido ai cristiani”

venerdì 27 aprile 18:58 - di Guido Liberati

È stato un lungo sit in davanti a Palazzo Civico, quello organizzato giovedì mattina dalla comunità araba di Torino. L’ira dei manifestanti è stata scatenata dai provvedimenti del tribunale e dei servizi sociali, che nell’ultimo periodo hanno allontanato circa trenta bambini dalle loro famiglie di origine, consegnandoli a comunità protette o ad altre famiglie affidatarie. Il nodo della contesa verte sulla religione di chi ha ora in custodia i minori. “Sono infedeli, non sono musulmani”.

I bambini arabi non devono conoscere la cultura degli “infedeli”

E il fatto che i piccoli bambini arabi restino in affido a coppie cristiane, mandat su tutte le furie la comunità islamica.  I piccoli arabi che spesso vengono cresciuti, anche solo per un certo periodo, in una famiglia cristiana. Inevitabilmente, quando tornano dai genitori, notano differenze che prima davano per scontate. Si cominciano a chiedere perché le donne devono portare il velo, come mai certi cibi non possono essere consumati. E se cominciano le domande, cominciano i dubbi. Perché le donne vengono picchiate. E la fede islamica non consente domande.  Lo spiegano bene gli stessi manifestanti. Alcuni metodi educativi, tipici della famiglia tradizionale araba, non sono più accettati in Italia ma sono ancora comuni in Paesi come l’Egitto. «Vorremmo poterlo spiegare ai giudici — dice il rappresentante della comunità, Younes — Vorremmo che conoscessero meglio la nostra cultura».

Per gli arabi di Torino i giudici non capiscono la cultura islamica

Il bambino simbolo della protesta araba a Torino si chiama Ziad. Oggi ha 8 anni ed è in attesa di sapere se il tribunale, dopo averlo allontanato dalla sua famiglia tre anni fa, deciderà di darlo definitivamente in adozione. Il legale della famiglia egiziana, che ha animato la protesta, sostiene che nei confronti dei genitori è stata commessa una clamorosa ingiustizia. I genitori di Ziad sono accusati di averlo abbandonato. La loro versione è differente. «Lo hanno perso di vista solo un’ora perché era sfuggito al controllo e si era allontanato».  «Gli hanno negato la possibilità – ha detto l’avvocato della famiglia, Abdel Wahab Abdel Hamid – di tornare in famiglia, accudito da uno zio e non dai genitori, perché secondo il giudice il bambino non ha alcun legame con quel parente. Ma che legame potrà mai avere con una famiglia italiana e cristiana che non ha mai visto prima?». «Per un egiziano è difficile accettare che il proprio figlio venga cresciuto in una famiglia cristiana. Sono fatti come questo che aumentano l’odio e fanno male all’integrazione». E proprio l’integrazione, viste le distanze siderali tra questa mentalità e quella di una nazione occidentale, sembra ancora lontana.

 
Commenti

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  • Mino 28 aprile 2018

    “I bambini arabi non devono conoscere la cultura degli “infedeli” Giustissimo!!!!! Ma a risolvere il problema ci vuole poco: NESSUNO LI HA CHAMATI, ANZI! QUINDI SE NE STIANO TRA LORO NEI LORO PAESI DI M**** CON LE LORO USANZE DI M**** ED IL PROBLEMA E’ BELLO E RISOLTO PER NOI E PER LORO.

    • Andrea Sebastiano Germanò 1 maggio 2018

      Giustissimo!

  • bruno 28 aprile 2018

    Mammina che leggo stamani!!! Infedeli? ha ragione Francesco vengono in Italia e all’improiso stanno tutti male sono tutti i giorni dal medico,analisi del sangue di continuo,i denti da curare e visite specialistiche tutto gratis.Noi infedeli siamo infedeli a periodi una volta no (quando gli fa comodo) una volta si (sempre quando gli fa comodo) a casa sua invece gli infedeli non ci sono dunque rimandiamoli a csa sua presto molto presto perchè tra un pò al posto delle nostre chiese ci saranno le moschee e prurtoppo anche altro.

  • 28 aprile 2018

    SIAMO ALL’ASSURDO……questa sottocultura, vorrebbe spiegare ai giudici italiani la loro grande cultura dello sgozzare, lapidare, picchiare e sottomettere le donne e nasconderle dietro metri di stoffe, insegnare ai pargoletti come immolarsi “magari assassinando innocenti in nome di un pedofilo di nome Maometto, sposarsi con bimbe di 10/12 anni, bere piscio di cammello, e via dicendo………e si, i giudici italiani non vogliono proprio imparare la loro millenaria cultura portatrice di benessere e felicità…….LA COSA CHE MI FA INCAZZARE E CHE PERMETTONO A QUESTA GENTAGLIA DI MANIFESTARE……

    • Andrea Sebastiano Germanò 1 maggio 2018

      Sono minimo quarant’anni (da quando sono apparsi i primi “Tapieeee!” che dico che andava a finir male! Ma tutti, propio tutti a darmi addosso, anche i miei stessi familiari: “Ma poveretti che male fanno? Son persone come noi! NO! Essi non sono persone, sono BESTIE ASSERTATI DI SANGUE; OSCURANTISTI E ARRETRATI, rimasti al 600 d.C. quando è nata la loro pseudo religione assurda!

  • giovanna 28 aprile 2018

    Che ci stanno a fare, allora, nella patria degli infedeli? tutti a casina loro!

  • Antonio plz. 28 aprile 2018

    I musulmani non vogliono integrarsi e sfruttano il piano kalergi x creare una ijhad in futuro
    In fatti lo djmostrano in kosovo. Parlano di infedeli quando il pedofilo creò il corano nrl 620 d.c. per avere cartabianca per j stermini di massa come fa adesso l’isis.

  • Francesco 27 aprile 2018

    Però, questi musulmani! Non si creano invece nessun problema quando si vanno a curare (gratuitamente) presso gli ospedali degli infedeli, magari in quelli religiosi, con tanto di crocifissi, statue di santi in bella mostra. Lì, no problem, no infedeli! ITALIANI, SVEGLIAMOCI DA QUESTO TORPORE, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI….

    • 28 aprile 2018

      Concordo su tutto quanto scrive a parte il fatto che loro i problemi non se li creano, siamo d’accordo, a farsi curare in ospedali cristiani ma li creano loro a noi come abbiamo visto da recenti casi di cronaca in cui un padre non poteva accudire la figlia morente perchè in camera la musulmana starnazzante di turno (vicina di letto della ragazza) non accettava la presenza di un uomo in stanza come fosse lei la padrona dell’ospedale.

    • Salvatore 28 aprile 2018

      Bisogna necessariamente fare giurare gli stranieri o nati da stranieri sulla nostra carta costituzionale, chi diventa spergiuro, se straniero va allontanato dall’Italia, se diventato cittadino italiano allora vacondannato penalmente. Il problema italico è che gran parte dei parlamentari sono stati incompetenti e menefreghisti…..

  • Giuseppe Tolu 27 aprile 2018

    Fuori tutti a calci in/nel cu../sedere. Mandate i vostri figli nei vostri paesi d’origine, così vi sentirete più traquilli nel sapere che non ci sono cristiani

  • Patrizia Messina 27 aprile 2018

    – Tornino tutti al proprio Paese d’origine. Così, non avranno mai a che fare con gli “infedeli” che, purtroppo, danno loro lavoro, dignità e cultura. –

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