La Balzerani offende i morti: «La vittima è un mestiere». Perché la fanno parlare?

sabato 17 marzo 17:20 - di Ezio Miles

Il quarantennale della strage di via Fani s’è rivelato un boomerang perché ha offerto una immeritata ribalta ai brigatisti di allora. Un vero e proprio oltraggio alle vittime e ai loro parenti contro cui s’è giustamente scagliato il capo della Polizia, Franco Gabrielli. Ringalluzzita evidentemente da tanta pubblicità, Barbara Balzerani, appartenente alla colonna romana delle Br, triste protagonista di quel tempo di morte e di sangue, è andata oltre e, sfidando ogni sentimento di decenza e di umanità, s’è messa anche a offendere i caduti di allora e le persone che continuano a piangerli oggi. Ecco che cosa ha detto  la ex brigatista presentando un suo libro a Firenze: «C’è una figura, la vittima, che è diventato un mestiere, questa figura stramba per cui la vittima ha il monopolio della parola. Io non dico che non abbiano diritto a dire la loro, figuriamoci. Ma non ce l’hai solo te il diritto, non è che la storia la puoi fare solo te».  Una simile insulsaggine la Balzerani l’ha detta ieri, anniversario di quel lugubre 16 marzo 1978, in un centro sociale, il Cpa di Firenze, cornice davvero “degna” per certe indecenze ideologiche.

Già è  un oltraggio offrire un microfono chi partecipò al sequestro di Moro proprio nel giorno della tragica ricorrenza. Quello che è ulteriormente intollerabile è il trattamento da “reduci” riservato ai brigatisti di allora, come se fossero stati, all’epoca, i protagonisti di una “guerra”, laddove furono invece gli autori di azioni criminali, un manipolo di sanguinari, espressione di una generazione di esaltati ultracomunisti. Perché li fanno ancora parlare?

Commenti

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  • Giuseppe Forconi 18 marzo 2018

    Enrico Mentana poteva risparmiarsi l’invito. Cosa si dovrebbe capire da un discorso della Balzerani che mai ha dimostrato pentimento, anzi ora si dedichera’ a rifare una nuova squadra rossa.
    Chi di spada ferisce di spada perisce….. andava giustiziata subito dopo la sentenza. Ma siamo in Italia cioe’ in Vaticano. A Teano, in quell’incontro….. ” Mio Re l’Italia e’ fatta…… Ahoooo!! ti sei dimenticato di fare gli italiani e quindi cosi’ siamo rimasti, pieni di galli che cantano ma non si vede il giorno. Alla Balzerani fategli scontare tutta la pena fino all’ultimo respiro.

  • 17 marzo 2018

    This woman was guilty of treason against the government, her involvement and knowledge of the murders in any other country would have been a death sentence…but Italy is unique enigma when it comes to murder.

  • Andrea 17 marzo 2018

    Ieri sera al tg della 7 il direttore Enrico Mentana ha dichiarato che il concedere la parola ai brigatisti rossi può aiutarci nel percorso difficile intrapreso per poter finalmente giungere alla verità e al perché di quelle terribili stragi e a fare finalmente luce su quegli anni maledetti .Io sono d’accordo col pensiero del direttore però non mi sembra che gli assassini collaborino seriamente e i loro interventi in TV o in occasione di incontri o altro si trasformano sempre in veri comizi in cui pretendono di essere capiti o addirittura perdonati senza peraltro in briciolo di pentimento.Tutto ciò secondo me è inaccettabile e i parenti delle vittime hanno tutto il diritto di lamentarsi perché ogni volta che questi signori aprono bocca è come se commettessero di nuovo lo stesso crimine con la stessa malvagità e la stessa spregiudicatezza .Nel 1978 avevo appena sei anni e non ricordo nulla di via Fani però grazie ai miei insegnanti, ai catechisti e ovviamente ai miei genitori e ai tanti articoli della figlia dello statista democristiano e al racconto dei parenti delle vittime sono venuto a conoscenza di quel periodo terribile e mi auguro che i nostri figli o nipoti vengano a sapere una volta in grado di capire del sacrificio di molti cittadini uccisi per aver difeso la Patria e la Libertà.

  • Babbone 17 marzo 2018

    Essere stata brigatista era contro legge, essere stata condannata per omicidio di 5 appartenenti alla forze dell’ordine debbono impiccare.

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