Calcio, è morto Emiliano Mondonico: la “bestia” ha vinto l’ultima partita

29 Mar 2018 10:02 - di Paolo Sturaro

Chiamava “bestia” il tumore che lo tormentava. L’ha combattuta con tutte le sue forze. Ma ha perso l’ultima partita. È morto Emiliano Mondonico. L’allenatore lombardo si è spento all’età di 71 anni dopo una lunga battaglia con un tumore. A darne la notizia la famiglia su Facebook. «Ciao Papo…. sei stato il nostro esempio e la nostra forza… ora cercheremo di continuare come ci hai insegnato tu… eternamente tua». Qualche mese fa in un’intervista al Corriere dello sport, aveva parlato della sua malattia: «Ci sono trenta probabilità su cento che la Bestia ritorni – aveva spiegato – ma dopo quattro operazioni, l’asportazione di una massa tumorale di sei chili, di un rene, di un pezzo di colon e di intestino, sei pronto a tutto. E, ogni giorno di più, apprezzi il tempo che ti è dato».

 «Quando ti viene il cancro, devi fidarti di chi ti cura e, chi mi cura è davvero eccezionale», aveva detto ancora l’allenatore. Il cancro gli era stato diagnosticato 7 anni fa. Allora, l’uomo che rese grandi l’Atalanta e il Torino, decise di rendere pubblica la malattia, «perché non puoi nasconderti e perché sai che molte altre persone vivono la tua stessa situazione – aveva raccontato al Corriere dello Sport – e hanno bisogno di sentirsi dire: coraggio, non mollare. Sapessi quanta gente mi scrive e me lo fa capire… Il cancro non è invincibile, il calcio mi dà la forza per continuare a sfidarlo».

La carriera di Emiliano Mondonico

Mondonico inizia la carriera da allenatore nel 1979 come tecnico delle giovanili della Cremonese, quando gli viene affidata la prima squadra grigiorossa nel corso del campionato di Serie B 1981-1982. Rimane al timone della squadra fino al 1986, e nella stagione 1983-84 riesce a compiere un miracolo: fare tornare in A i lombardi dopo 54 stagioni. Dopo l’immediata retrocessione in B del 1984-1985, passa al Como, con il quale ottiene un nono posto in A. Nella stagione 1987-1988 viene ingaggiato dall’Atalanta, in B, ottenendo subito la promozione in massima categoria. Nelle due stagioni successive ottiene un sesto e un settimo piazzamento in A, con la qualificazione alla Coppa Uefa. Gli anni ’90 sono quelli del Torino. Tra il 1990-1991 e il 1993-1994 siede sulla panchina dei granata, in Serie A, ottenendo i migliori risultati della sua carriera. Indimenticabile, durante gli anni del Toro, la protesta ad Amsterdam nella finale di Coppa Uefa 1991-1992, quando, in segno di protesta verso l’arbitraggio agitò una sedia in aria.

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