Una vera spy-story sulla morte di Emami, l’attivista “suicidato” in Iran

mercoledì 14 febbraio 14:55 - di Redazione

Emergono nuovi particolari della vicenda di Kavous Seyed-Emami, noto accademico e ambientalista con doppia cittadinanza, iraniana e canadese, morto nei giorni scorsi nel carcere di Evin in circostanze sospette. Secondo il procuratore di Teheran, Abbas Jafari Dolatabadi, il professore passava informazioni alla Cia e al Mossad sulle basi missilistiche iraniane e progettava di causare una crisi ambientale. Il procuratore, citato dall’agenzia di stampa ufficiale Irna, ha spiegato che Seyed-Emami e altre persone arrestate avevano installato telecamere in aree strategiche del Paese con il pretesto di osservare alcuni problemi ambientali, ma in realtà “monitoravano le attività missilistiche e inviavano immagini e informazioni agli stranieri”. Dolatabadi ha rivelato inoltre che Seyed-Emami aveva ospitato uno di due funzionari dell’intelligence Usa durante una loro visita in Iran, senza aggiungere ulteriori dettagli in merito. Il procuratore di Teheran ha anche affermato che il principale supporto finanziario di questa rete era un cittadino irlandese-britannico-americano, con le iniziali MT, probabilmente riferendosi a Morad Tahbaz, ricco uomo d’affari e membro della Persian Wildlife Foundation, che è stato arrestato il mese scorso. Il procuratore ha infine confermato che il professore si è suicidato in carcere, a due settimane dall’arresto, dopo aver ammesso le proprie colpe. I suoi familiari, tuttavia, non credono alla versione ufficiale e hanno chiesto che venga effettuata l’autopsia. Emami,direttore della Persian Wildlife Foundation, è stato sepolto martedì nel villaggio di Ammameh, 40 km a nord di Teheran.

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