La Mogherini sgrida la Turchia, ma non condanna l’aggressione a uno Stato sovrano

16 Feb 2018 15:38 - di Redazione

“L’obiettivo delle operazioni militari deve continuare a essere Daesh”. È quanto ha detto l’Alto rappresentante per la politica estera europea, Federica Mogherini, in occasione della riunione informale dei ministri degli Esteri dell’Ue a Sofia, dove ha partecipato anche il ministro per gli Affari europei, Omer Celik. “Oggi abbiamo ribadito questa posizione ai nostri amici turchi”, ha sottolineato Mogherini, in un riferimento all’operazione Ramo d’Ulivo avviata da Ankara il mese scorso contro l’enclave curda di Afrin, nel nord della Siria, dove operano le milizie dell’Ypg, sostenute da Washington, operazione che starebbe distraendo dalla lotta all’Isis e provocando vittime civili. L’Alto rappresentante ha quindi ricordato che l’Ue sostiene il processo a guida Onu per una soluzione della crisi siriana, “l’unico modo” per iniziare “una transizione politica credibile” nel Paese. Molto strano che la Ue non abbia proferito una parola di condanna per il fatto che uno Stato membro della Nato e che ha chiesto di entrare nell’Unione europea, abbia invaso militarmente uno Stato sovrano e indipendente quale la Siria, violando tutte le leggi internazionali. Dal canto suo, la ministra degli Esteri bulgara, Ekaterina Zaharieva, presidente di turno dell’Unione Europea, ha assicurato alla Turchia che i 28 comprendono le sue “preoccupazioni in termini di sicurezza”, tuttavia, “naturalmente, sia preoccupati che ci possano essere vittime civili e che ci possano essere difficoltà rispetto al processo di Ginevra”. “Dobbiamo coordinare i nostri sforzi – ha concluso – e investirli tutti nella lotta contro Daesh“.

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