Ecco chi è il massone candidato con il M5s che imbarazza Di Maio (video)

domenica 11 febbraio 11:23 - di Guido Liberati

«Chi urla odio razziale, chi usa espressioni omofobe, chi è iscritto alla massoneria, chi nella propria vita ha portato nella vita azioni indecenti non si può candidare col M5s». Era il 29 gennaio, poco meno di dieci giorni fa quando il candidato M5S alla presidenza del Consiglio, Luigi Di Maio, proclamava ad Otto e mezzo (La7) i criteri di selezione delle Parlamentarie. «Abbiamo fermato anche altre candidature in cui abbiamo trovato qualche anomalia, come ad esempio, di persone che erano iscritte al registro della massoneria», spiegava Di Maio alla Gruber.

Catello Vitiello è stato candidato direttamente dal direttorio M5s

Sarà complicato spiegare ora agli elettori pentastellati come mai per Catello Vitiello, candidato alla Camera con il M5S questo criterio non vale. Secondo il quotidiano Il Mattino, Vitiello sarebbe  «Oratore» della loggia napoletana «Sfinge», la numero 1.283 aderente all’obbedienza del Grande Oriente d’Italia. Addirittura Vitiello è stato inserito nel collegio uninominale di Campania 3 direttamente dal direttorio, senza passare per le Parlamentarie. Una candidatura firmata proprio da Luigi Di Maio,  a cui spettava l’ultima parola.

Quando Di Maio si vantava di non avere massoni candidati nel M5s

Vitiello è candidato nel collegio Campania 1 – 03 a Castellammare di Stabia. Nelle liste, poi, secondo il quotidiano napoletano risultano anche un fratello e la moglie di due iscritti al Grande Oriente. Fino al 23 gennaio Vitiello era tra gli «attivi e quotizzati» della loggia napoletana, poi ha lasciato per dedicarsi a pieno regime alla campagna elettorale. L’avvocato campano ha chiesto alla propria loggia, esattamente lo scorso 23 gennaio, di volersi «mettere in sonno». Nel linguaggio massonico è l’espressione usata per descrivere chi non vuole più partecipare ai lavori. Durante «l’assonnamento» il massone perde i suoi diritti all’interno della loggia, ma mantiene la sua qualità di iniziato e può richiedere in seguito di essere riammesso. Curioso paradosso, visto che Luigi Di Maio si era vantato di aver fatto fuori anche i massoni dalle liste elettorali.

 

 

 

Commenti

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  • Fabio Briziarelli 12 febbraio 2018

    In Risposta. Con qesta magistratura come si può affermare chi è onesto e chi non lo è?

  • Rita Daina Andreetto 12 febbraio 2018

    Non è grave che sia massone. È grave che conterraneo di giggino. È grave che abbia avuto percorso privilegiato. È gravissimo che sia candidato da chi strilla la propria virtù ed honestà. Le persone DAVVERO oneste, e ce ne sono anche in politica, vivono la propria onestà nel quotidiano senza bisogno di sbandierarla come fa il veditire di fumo pentastellato

  • avv. alessandro ballicu 11 febbraio 2018

    bah perfino il duce aveva fatto richiesta di adesione al goima, pare venne respinta, questo mi pare un falso problema, ciò che conta è che candidati ed eletti dovrebbero non solo essere incensurati e neppure sottoposti ad indagini ma non dovrebbero neppure essere mai stati protestati ne falliti, rappresentare il popolo italiano deve essere un onore riconosciuto solo a persone oneste e dabbene con stipendi e pensioni non superiori a 5000 euro netti ensili

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