La prima nata a Vienna nel 2018 è musulmana: proteste e paure invadono il web

5 Gen 2018 14:01 - di Redazione

Proprio nelle stesse ore in cui, durante il discorso nella sala Clementina del palazzo Apostolico, rivolto ai rappresentanti dell’Associazione italiana maestri cattolici, ricevuti in Vaticano, il Pontefice esorta a «liberarci dal pregiudizio diffuso secondo il quale per valere bisogna essere competitivi, aggressivi, duri verso gli altri, specialmente verso chi è diverso, straniero o chi in qualsiasi modo è visto come ostacolo alla propria affermazione», da Vienna arriva l’ennesimo, emblematico caso di insofferenza sociale per l'”invasione” di migranti, divenuto in breve un brutale attacco informatico indirizzato contro una mamma detentrice di un primato che la dice lunga sulle moderne società multietniche: la prima nata a Vienna del 2018 è una bambina musulmana. E il web insorge.

La prima nata a Vienna è una bimba musulmana

E insorge dando sfogo a rabbia inconsulta pericolosamente tradotta in offese e minacce che certo non dovrebbero accompagnarsi all’evento felice di una nascita, ma che, evidentemente, a Vienna come in tante città del Belpaese, è sempre più spesso indice di scontento e segno di una integrazione sempre più difficile da perseguire e raggiungere. «La piccola Asel – riferisce il sito di Tgcom 24 – venuta alla luce 47 minuti dopo la mezzanotte di Capodanno, è la prima nata del 2018 a Vienna» da una coppia di genitori musulmani, Naime e Alper Tamga, che sul profilo Facebook hanno prontamente postato la classica foto di rito in ospedale, poi ripresa dai principali media austriaci, in cui la piccola Asel è tenuta in braccio dalla madre che ha il capo velato. E così, invece dei consueti auguri, il post è stato accolto da un’ondata di recriminazioni e offese, più o meno pesanti.

Il web posta messaggi offensivi che tradiscono diffidenza

Commenti, in diversi casi intrisi di minacciosa insofferenza, che denunciano lo stato dell’arte: quello di un paese, ma dell’Europa, pur se con i dovuti distinguo, verrebbe da dire, che nell’intravedere nella incolpevole neonata una «futura terrorista» – come riportato dal New York Times in un servizio dedicato all’episodio austriaco – denuncia rabbia e stanchezza, paura e risentimento, per quanto patito con “invasioni” quotidiane e attentati reiterati nel cuore del vecchio continente. Una situazione esplosiva su cui ha tentato di buttare generosi dosi di acqua catartica il segretario generale della filiale viennese della Caritas, Klaus Schwertner che, sempre sui social, ha replicato scrivendo: «Nelle sue prime ore di nascita questa dolce bimba è stata presa di mira da una incredibile ondata di commenti violenti, pieni di odio. E’ una dimensione totalmente nuova dell’odio online, che bersaglia una innocente neonata». Il funzionario della Caritas ha quindi lanciato un appello a postare messaggi di sostegno alla piccola e di incoraggiamento alla famiglia: un invito condiviso in un paio di giorni da oltre 10.000 persone. Ma il clima resta quello di paura e diffidenza…

 

 

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